Anche l'Unione europea si è accorta finalmente della pesante crisi che sta attraversando il settore suinicolo in tutti i paesi Ue. A Bruxelles è, infatti, emerso l'orientamento per l'apertura nelle prossime settimane di un ammasso privato di suini. La Cia-Confederazione italiana agricoltori (che condivide le forti preoccupazioni espresse a livello comunitario dal Copa-Cogeca) è da anni che sollecita una nuova e più  efficace politica per superare una situazione di estrema difficoltà, con gli allevatori pressati da problemi sempre più  complessi e impossibilitati a svolgere un'adeguata attività imprenditoriale.

Un quadro che soprattutto in Italia ha assunto dimensioni drammatiche. E non è un caso che da tempo vengono chiesti al governo interventi realmente concreti che diano risposte concrete agli allevatori suinicoli italiani.

Molti allevamenti, oberati da pesantissimi costi di produzione e alle prese con prezzi in caduta libera (sempre più  vicini all'euro al chilogrammo e inferiori a quelli corrisposti nel 2008), sono a rischio chiusura, mentre il nostro Paese è sempre più  invaso da prosciutti e salami stranieri.

Il Piano per il settore suinicolo era stato annunciato dall'allora ministro delle Politiche agricole Luca Zaia quasi all'inizio del suo mandato e a fino ad ora non ha ancora visto la luce.

Nel frattempo, la situazione per le imprese di allevamento suinicolo è certamente peggiorata. Basti pensare ai problemi del credito che stanno mettendo in grave difficoltà molte aziende, pregiudicandone lo sviluppo futuro. La Cia chiede, quindi, la convocazione del Tavolo della filiera suinicola che devo portare alla rapida definizione da parte delle istituzioni di interventi concreti a favore degli allevatori suinicoli. Considerando anche il fatto che essi costituiscono la base della filiera di molte produzioni di qualità del nostro "made in Italy" alimentare esportate nel mondo.