Isabella Spagnolo e Loris CasonatoSi chiama 'Isabella Ice” ed è il primo analcolico da uva Glera con le bollicine. Il brevetto di questo nuovo prodotto è dell'azienda Iris Vigneti di Santa Maria di Piave in provincia di Treviso ed è stato presentato in anteprima mondiale oggi, 21 giugno, a Dubai in occasione di un evento internazionale nel Creek Golf & Yacht Club.

La bevanda a zero gradi non nasce dal caso e non solo da una intuizione singolare, ma dalla tradizione di territorio, proprio dagli stessi grappoli di Glera coltivati da Isabella Spagnolo (nella foto, a sinistra) e Loris Casonato (nella foto, a destra).

I due imprenditori vitivinicoli grazie all'esplorazione di nuovi mercati negli Emirati Arabi hanno intercettato la richiesta di sceicchi e califfi che nelle loro abitudini d'affari amano sorseggiare spumante di dattero o altre bibite 'alcool free” dal nome evocativo di 'soft champagne”.

«Il popolo arabo dimostra piacere nel praticare un certo stile di vita pur rispettando la scelta religiosa, bevendo qualche intruglio non meglio identificato durante incontri di lavoro – spiega Isabella – così ho pensato da produttore che poteva essere una mia responsabilità non riuscire a far degustare questi sapori anche nei paesi della Mezza Luna».

Dopo varie sperimentazioni in cantina, ma anche più difficile di ordine burocratico e amministrativo ecco il risultato finale: un succo d'uva, microfiltrato, trasparente e pure frizzante che versato in un calice è un perfetto e senza grado alcolico, ideale per gli osservanti dell'islam, buono per i bimbi, consigliato alle donne in gravidanza.

Entusiasta l'assessore all'Agricoltura Franco Manzato che per primo ha suggerito il nome dopo una lunga chiacchierata con i due agricoltori in previsione del suo lancio ufficiale.

«Tra i puristi del vino alcolico la cosa può suscitare qualche costernazione, ma per chi ha come obiettivo assicurare più reddito alle aziende agricole - ed è questa la stella polare della politica regionale nel settore primario – conferma Manzato - uno 'spumante” che non è vino, frutto della ricerca e dell'innovazione in una coltura tradizionale, che ha un mercato pronto ad accoglierlo, è una risposta possibile».

«Sono certa che sia un nuovo modo di bere bene e salutare – sostiene Isabella Spagnolo – che apre nuovi scenari nell'ottica di soddisfare un pubblico sempre più allargato, in termini di età e di consumi e che può avvicinare anche i più giovani ai prodotti ottenuti dall'uva, senza che si alzino voci scandalizzate, ma anzi con il gradimento di bimbi e ragazzi che finalmente potrebbero dissetarsi con una bevanda tutta naturale, anziché con miscele ottenute da acqua e concentrato».