Fragola frutto sexy, ma in crisi. La fragola è il frutto più sensuale per gli italiani secondo un'indagine dell'Istituto di biometeorologia (Ibimet) del Consiglio nazionale delle ricerche che, se da un lato mette nero su bianco un archetipo diffusissimo dall'altro non può mettere in evidenza le difficoltà di un comparto, come quello della fragolicoltura, che sta perdendo terreno in Toscana.

Unica eccezione la Provincia di Lucca, e in particolare Camaiore, capitale della fragola celebrata dal 21 al 23 maggio in occasione della 43ª edizione di "Demetra", la "Mostra della fragola, dei fiori e dei prodotti della nostra terra".

Produzione storica e d'eccellenza del ricco paniere orticolo e floricolo della Versilia, nonostante il progressivo ridimensionamento delle produzioni e degli ettari specializzati nella coltivazione, la Versilia si conferma una delle aree, a livello regionale, dove la fragola non è solo sexy, ma anche in salute. I dati raccolti in occasione della prossima edizione della più importante mostra-evento della fragola evidenziano che in Italia "solo" 3500 ettari sono specializzati nel 2010 nella coltura delle fragola (erano oltre 4300 nel 2000/2001) con una flessione, rispetto al 2009, del 7% e un calo di produzione del 10% (dati Centro Servizi Ortofrutticoli).

Un dato chiave nella lettura del fenomeno che si riflette però molto più pesantemente sul quadro della Regione Toscana, dove le superfici dedicate alla fragolicoltura sono quasi dimezzate tra il 2008 e il 2009, passando dai 199 ettari a 100 ettari (dati Istat), e la produzione totale è scesa dalle quasi 17mila tonnellate del 2006 a poco più di 13mila del 2009. Nella Provincia di Lucca, territorio a maggior vocazione a livello regionale, l'erosione delle superfici specializzate, se pur progressiva negli anni, è stata molto contenuta: 28 ettari nel 2009 contro i 29 del 2008 (erano 35 nel 2005) mentre il rapporto superficie coltivata-produzioni è addirittura in aumento (3745 quintali contro i 3450 del 2008, e i 3850 del 2005) per effetto del sorprendente adattamento delle nuove generazioni di fragolicoltori che ha visto al fianco della sperimentazione di nuove tecniche di coltivazione, come il fuori suolo (permette raccolta anche nei mesi di settembre e ottobre), l'utilizzo di tecnologie a ridotto impatto ambientale come il recupero delle acque utilizzate per l'irrigazione, l'introduzione di insetti utili per debellare gli infestanti, api o bombi per l'impollinazione naturale e relativa allegazione.

La Versilia, nello specifico la zona del camaiorese e di Capezzano Pianore rappresenta una piccola rarità dove non si registrano al contrario di altre aree, rispetto al 2009, variazioni importanti sul fronte del numero di aziende: sessanta le imprese presenti tra Viareggio, Camaiore, Pietrasanta e Massarosa - della produzione - intorno ai mille quintali, pari a quasi un terzo della produzione provinciale - e 24 mila piante. Ed è proprio da questo piccolo primato, tutto locale, che Demetra rappresenta il più alto momento di promozione e divulgazione della fragraria vesca.