Bergamo città dei Mille... sapori. Il marchio anche alla Testina
È stato definitivamente approvato il disciplinare di produzione della “Testina bergamasca”, un salume che si aggiunge agli altri sei già contraddistinti dal marchio istituito dalla Camera di commercio nel 1997. Passano così da 22 a 23 i prodotti tradizionali bergamaschi contrassegnati dal marchio
BERGAMO - Passano da 22 a 23 i prodotti tradizionali bergamaschi contrassegnati dal marchio 'Bergamo città dei Mille… sapori”. è stato definitivamente approvato il disciplinare di produzione della 'Testina bergamasca”, un salume che si aggiunge agli altri sei già contraddistinti dal marchio istituito dalla Camera di commercio nel 1997 e via via assegnato a un numero sempre maggiore di prodotti dell'agroalimentare orobico.
«La richiesta di inserire anche questa produzione tradizionale tra quelle contraddistinte dal marchio camerale - afferma Andrea Locati, caposervizio Promozione interna della Camera di commercio - ci è venuta in particolare da piccoli produttori, alcuni titolari di agriturismo con piccolo allevamento di maiali. In una serie di incontri abbiamo coinvolto anche i produttori industriali di salumi e siamo arrivati a definire un disciplinare che accontenti le esigenze degli uni e degli altri. Il sigillo della Camera di commercio viene a riconoscere una produzione tradizionale che continua ad avere una buona schiera di estimatori e consumatori».

La testina è un salume nato per utilizzare le parti meno pregiate nella macellazione del maiale. Viene prodotta utilizzando principalmente lo spolpo della testa di suino, ma anche il guanciale e la lingua. La carne è insaporita con sale, aromi, spezie (pepe nero, cannella, chiodo di garofano, noce moscata, scorza d'arancia, aglio, succo di limone), oltre a grappa o vini liquorosi. La carne è messa a bollire in acqua per almeno due ore in un calderone, schiumando spesso per eliminare il grasso e le impurità. Una volta cotte, le testine vengono spolpate per separare la carne dalle ossa e la carne viene sminuzzata grossolanamente col coltello. Si aggiunge quindi la concia, preparata con gli aromi e le spezie, e si impasta, tradizionalmente su un tavolo oppure in una marmitta. L'impasto ancora caldo viene insaccato nel budello bovino, che viene poi legato, punzecchiato e infine lavato con acqua fredda.
Essendo un prodotto cotto, la testina non richiede né asciugatura né stagionatura e si può consumare dopo 48 ore. Il risultato finale è un salume di forma cilindrica leggermente ricurva, di diametro compreso tra 10 e 20 centimetri, lunghezza variabile tra 40 e 90 centimetri. Al taglio la fetta è compatta ed elastica, presenta un colore che può variare dal rosso chiaro al bruno-grigio striato di bianco. All'olfatto sono rilevabili i profumi delle spezie e degli aromi. Il sapore è complesso e molto aromatico.
«Abbiamo inviato il disciplinare definitivo a tutti i produttori - conclude Locati - e ora aspettiamo le adesioni. Con il nostro marchio di garanzia in etichetta si assicura il consumatore che la testina è realizzata rispettando le procedure specifiche richieste ai produttori iscritti nell'apposito elenco, tenuto e aggiornato dalla Camera di Commercio. Il controllo di conformità del prodotto alle procedure previste nel disciplinare è effettuato annualmente dalla Camera di Commercio o da un organismo da essa designato e conforme alla norma Uni En 45011».
«La richiesta di inserire anche questa produzione tradizionale tra quelle contraddistinte dal marchio camerale - afferma Andrea Locati, caposervizio Promozione interna della Camera di commercio - ci è venuta in particolare da piccoli produttori, alcuni titolari di agriturismo con piccolo allevamento di maiali. In una serie di incontri abbiamo coinvolto anche i produttori industriali di salumi e siamo arrivati a definire un disciplinare che accontenti le esigenze degli uni e degli altri. Il sigillo della Camera di commercio viene a riconoscere una produzione tradizionale che continua ad avere una buona schiera di estimatori e consumatori».

La testina è un salume nato per utilizzare le parti meno pregiate nella macellazione del maiale. Viene prodotta utilizzando principalmente lo spolpo della testa di suino, ma anche il guanciale e la lingua. La carne è insaporita con sale, aromi, spezie (pepe nero, cannella, chiodo di garofano, noce moscata, scorza d'arancia, aglio, succo di limone), oltre a grappa o vini liquorosi. La carne è messa a bollire in acqua per almeno due ore in un calderone, schiumando spesso per eliminare il grasso e le impurità. Una volta cotte, le testine vengono spolpate per separare la carne dalle ossa e la carne viene sminuzzata grossolanamente col coltello. Si aggiunge quindi la concia, preparata con gli aromi e le spezie, e si impasta, tradizionalmente su un tavolo oppure in una marmitta. L'impasto ancora caldo viene insaccato nel budello bovino, che viene poi legato, punzecchiato e infine lavato con acqua fredda.
Essendo un prodotto cotto, la testina non richiede né asciugatura né stagionatura e si può consumare dopo 48 ore. Il risultato finale è un salume di forma cilindrica leggermente ricurva, di diametro compreso tra 10 e 20 centimetri, lunghezza variabile tra 40 e 90 centimetri. Al taglio la fetta è compatta ed elastica, presenta un colore che può variare dal rosso chiaro al bruno-grigio striato di bianco. All'olfatto sono rilevabili i profumi delle spezie e degli aromi. Il sapore è complesso e molto aromatico.
«Abbiamo inviato il disciplinare definitivo a tutti i produttori - conclude Locati - e ora aspettiamo le adesioni. Con il nostro marchio di garanzia in etichetta si assicura il consumatore che la testina è realizzata rispettando le procedure specifiche richieste ai produttori iscritti nell'apposito elenco, tenuto e aggiornato dalla Camera di Commercio. Il controllo di conformità del prodotto alle procedure previste nel disciplinare è effettuato annualmente dalla Camera di Commercio o da un organismo da essa designato e conforme alla norma Uni En 45011».

