Salsiccia Pasqualora di Caccamo. Tradizione contadina delle feste
Non si può andare a Caccamo (Pa) senza gustare la “Salsiccia Pasqualora”, un salume con una tradizione antica, raccontata da Virgilio nelle Georgiche e presidio Slow Food. Al taglio si presenta di colore rosso vivo, di consistenza tenera, con sapore delicato, aroma fragrante e caratteristico
CACCAMO (PA) - Un invito enogastronomico a Caccamo (Pa), il borgo mediovale a soli 48 chilometri da Palermo, una terrazza sulla valle del fiume San Leonardo, sbarrato dal 1994 dalla diga Rosamarina, dove è sommerso il ponte a schiena d'asino fatto costruire nel 1307 da Manfredi I Chiaramonte. Il tessuto urbano è di periodi diversi: nato come centro fortificato all'epoca dei Cartaginesi, anche se la sua vera storia inizia dai Normanni, ha conservato l'impianto urbanistico medioevale nella zona dell'antico borgo ai piedi del castello, costruito su un basamento roccioso. Il castello è uno dei più importanti d'Italia (sec. XII) e il più grande in Sicilia.Meritano una visita la cattedrale normanna dedicata a San Giorgio martire, la parrocchia della ss. Annunziata costruita nel periodo medioevale, la chiesa del ss. Sacramento, il Monte di Pietà e le catacombe.
Non si può andare a Caccamo senza gustare la 'Salsiccia Pasqualora”, un salume con una tradizione antica, raccontata da Virgilio nelle Georgiche, tutelata da un associazione, voluta dal veterinario Franco Pecoraro e presidio Slow Food. Viene prodotta con sola carne di suino, tagliata a punta di coltello, o comunque macinata con piatto a fori larghi, con la sola aggiunta di sale marino, pepe nero e bianco macinato e in parte frantumato, peperoncino rosso frantumato, semi di finocchietto selvatico, proveniente dalla riserva naturale orientata del Monte San Calogero, insaccata in budelli di suino e legata con spago, quindi fatta stagionare da 16 a 20 giorni in luogo fresco e ventilato, o in celle di stagionatura.
Il termine Pasqualora deriva dalla tradizione contadina che prevede di allevare durante l'anno almeno tre maiali, due dei quali venivano macellati nel periodo pasquale per confezionare salumi da consumare durante tutto il periodo estivo. La salsiccia Pasqualora è frutto soprattutto di antiche tecniche di lavorazione: l'arte di tagliare la carne scegliendo le parti nobili del maiale, l'impasto e il dosaggio degli ingredienti, la giusta stagionatura per arrivare a un insaccato come già produceva 100 anni fa la famiglia Canzone. è proprio la straordinarietà di questo prodotto ha spinto gli eredi della famiglia a continuarne la produzione. Oggi siamo arrivati alla sesta generazione.
Al taglio, la Salsiccia Pasqualora si presenta di colore rosso vivo, di consistenza tenera, con sapore delicato, aroma fragrante e caratteristico. Si può mangiare cruda o cotta sulla brace o secondo l'uso antico posta in mezzo alla cenere. Per vivere la Sagra della Salsiccia, occorre andare a Caccamo nel mese di ottobre; invece tra agosto e settembre merita una visita durante La castellana, una manifestazione storico e culturale. Da non dimentica l'assaggio del pane dolce, da non confondersi con il buccellato.

