Il Salame prealpino varesino si avvia verso il riconoscimento dell'Igp
La Regione Lombardia ha completato la raccolta della documentazione fornita dal Consorzio del Salame prealpino per la richiesta di registrazione come Igp. Il Salame prealpino è una produzione di nicchia ma di comprovata storicità: oggi viene prodotto da 16 aziende in circa mille quintali all'anno
Il Salame prealpino varesino inizia ufficialmente il suo cammino per ottenere il prestigioso riconoscimento europeo della Igp (Identificazione geografica protetta). La Regione Lombardia ha infatti completato la raccolta della documentazione fornita dal Consorzio del Salame prealpino per la richiesta di registrazione come Igp e nei prossimi giorni la trasmetterà per competenza al ministero per le Politiche agricole e forestali, che curerà l'iter di inoltro all'Unione europea.Quella del salame prealpino è una produzione di nicchia ma di comprovata storicità: oggi è prodotto da 16 aziende in circa mille quintali all'anno, equivalenti a 60mila pezzi. L'area di produzione è delimitata a nord dalle Alpi, a ovest dal lago Maggiore e dal Ticino, a sud dalle pianure del Magentino e del Milanese, a est dai boschi del Parco Pineta e di Appiano Gentile. Prodotto con sole carni di suino, si caratterizza per la presenza nell'impasto di erbe aromatiche prealpine, tra le quali spicca il timo.
«Il salame prealpino - commenta l'assessore all'Agricoltura, Luca Daniel Ferrazzi - fa parte di un gruppo di produzioni di qualità che, accanto ai grandi salumi, formaggi e vini per i quali la Lombardia è nota, rappresentano anch'esse un patrimonio importante del territorio e in molti casi un vero e proprio presidio di tradizione e risorsa per l'occupazione. è per questo che Regione Lombardia continua a sostenere i produttori per poter offrire loro la possibilità di accedere a Denominazioni che ne valorizzino il lavoro».
«Il riconoscimento chiesto per il salame prealpino - conclude l'assessore Ferrazzi - prosegue in questo senso i nostri sforzi, che hanno recentemente visto premiare dall'Unione europea con l'Igp la Mela di Valtellina e iniziare il loro iter verso la Dop (Denominazione di origine protetta) il Miele varesino e lo Strachitunt e verso l'Igp (Indicazione geografica protetta) il Melone mantovano».
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