Torna a vivere l'olio di Catullo. Progetto di recupero per l'uliveto storico
Aipol, l'Associazione interprovinciale produttori olivicoli lombardi, curerà la rinascita dell’uliveto storico delle Grotte di Catullo a Sirmione (Bs), che troneranno a produrre frutti e olio extravergine di oliva. L’attuale uliveto conta circa 1.500 piante ed è fatto risalire al XII e XIII secolo

SIRMIONE (BS) - Gli ulivi contorti, scavati, spaccati dal gelo, sculture in perpetua evoluzione nel parco archeologico 'Grotte di Catullo”, a Sirmione (Bs) - davanti ai quali è impossibile non sostare senza porsi la domanda del loro abbandono all'età, alla malattia, agli eventi -, avranno giustizia. L'uliveto storico vedrà presto una rinascita, e i suoi ulivi ultracentenari torneranno a rinverdire, a dare frutti e olio extravergine, attraverso il loro recupero a cura dell'Aipol (l'Associazione interprovinciale produttori olivicoli lombardi), di cui Silvano Zanelli (nella foto) è presidente e grazie ai finanziamenti del Reg. CE 867/08 settore 'Miglioramento ambientale dell'olivicoltura”.
Per questo il 25 febbraio 2010 alle ore 20, nella sala consiliare di Sirmione è stato tenuto il Convegno per gli operatori e la stampa 'L'olivicoltura tra storia e tradizione agronomica. La valorizzazione dell'oliveto nelle grotte di Catullo a Sirmione”, relatori Giuseppe Fontanazza, personaggio di rilievo, ricercatore dell'olivicoltura italiana, già direttore del Centro nazionale ricerche di Perugia, Elisabetta Roffia, direttore delle 'Grotte di Catullo” della Soprintendenza per i Beni archeologici della Lombardia, Silvano Zanelli presidente dell'Aipol (l'associazione che riunisce i produttori della Lombardia), Albino Pezzini presidente dell'Aipo (che riunisce i produttori del Triveneto). A moderare l'incontro, l'impeccabile stile di Michele Bungaro, esperto della comunicazione olivicola e addetto stampa di Unaprol.
L'attuale uliveto delle 'Grotte di Catullo” conta circa 1500 piante appartenenti alle specie Casaliva e Leccino; le relative documentazioni lo fanno risalire al XII e XIII secolo, epoca in cui numerosi alberi di ulivo risultavano coltivati sulla penisola di Sirmione.Nel triennio 2010-2012 l'Aipol, che già nel 2007 ha terminato il recupero dell'oliveto storico del Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera (Bs), poi affidato alla cura di una cooperativa di Tignale (Bs), intende applicare sperimentalmente tecniche olivicole finalizzate alla protezione dell'ambiente e al mantenimento del paesaggio di questo sito archeologico, che risulta essere uno tra i più grandi d'Italia.
Opportuni interventi di 'potatura di risanamento” sugli esemplari storici, 'potature di riforma” seguendo le geometrie della forma di allevamento a vaso policonico e particolari concimazioni consentiranno di riportare queste piante ad una vita migliore. Alla fine del triennio sarà realizzata anche una pubblicazione in cui compariranno le mappature di ogni singola pianta e le loro classificazioni varietali tramite l'eventuale indagine del Dna.
Durante il convegno di giovedì 25 è stato presentato anche il bilancio fitosanitario 2009 e i dati dell'annata produttiva 2009-2010, e annunciato il coordinamento comune, tecnico-amministrativo, fra Aipol, area lombarda, e Aipo area triveneta.
Ognuno dei relatori ha portato all'assemblea la propria competenza in materia. Di particolare spessore culturale è risultato l'intervento condotto dal Fontanazza, traboccante l'esperienza di una vita dedicata alla divulgazione e approfondimento dell'olivicoltura, che pone l'ulivo come soggetto intorno a cui ruotano letteratura, arte, antropologia culturale, e il rapporto uomo-ulivo di cui paesaggio e ambiente catturano l'espressione.
A parlare dei numeri riguardanti l'Aipol (Associazione interprovinciale produttori olivicoli lombardi), nata a Brescia nel 1983, è stato il suo presidente Silvano Zanelli. L'unione, che rappresenta la maggioranza degli olivicoltori lombardi, si compone di circa 1400 associati: i produttori della sponda bresciana del lago di Garda, quelli del mantovano, delle sponde bresciana e bergamasca del lago d'Iseo, del lago di Como nelle due province di Como e Lecco. Tra tutte queste, quella bresciana risulta la maggiore produttrice.Oltre 4mila sono gli ettari degli uliveti il cui numero complessivo è di circa 630mila piante, suddivise su un buon numero di aziende, e inversamente proporzionale quello delle loro dimensioni, che si calcola in media essere di 1,25 ettari. 6mila quintali circa, in media, la produzione regionale annua di olio degli ultimi anni, con una decisa tendenza all'aumento: nel 2009 infatti ha raggiunto quota 7.250.
Considerando provincia per provincia, la sponda bresciana del Garda fornisce ben 4.550 quintali di cui 690 certificati Dop Garda. Dal Sebino 2.400 (2mila dalla sponda bresciana e 400 da quella bergamasca) di cui 30 certificati. Dal Lario 300 (120 dalla sponda comasca e 180 da quella di Lecco) di cui 30 certificati.
Sia l'Aipol che l'Aipo - con sede a Verona, da oltre 30 anni in rappresentanza di circa 6mila produttori olivicoli della Regione Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia -, aderiscono a livello nazionale all'Unaprol (Unione nazionale tra le associazioni di produttori di olive), che comprende circa 700mila olivicoltori sparsi in tutt'Italia. Albino Pezzini, suo presidente, ha definito che per coadiuvare alla realizzare del suddetto progetto di recupero, l'Aipo designerà a coordinatore Enzo Gambin, che in futuro assumerà lo stesso ruolo anche nell'Associazione lombarda presieduta da Silvano Zanelli, pur lasciando salvo il consiglio di amministrazione e l'indipendenza decisionale di entrambe le associazioni.
Dal concerto di tutte queste forze e dalla terra cara a Catullo, il grande poeta latino di origine veronese che soggiornò nella grandissima villa romana ora chiamata 'le Grotte di Catullo”, e dedicò a Sirmione uno dei suoi carmi più conosciuti in cui la definisce «... gemma delle penisole e delle isole...» nascerà l'olio che del poeta forse porterà il nome…

