Un mercato che cambia e che diventa sempre più adattato alle esigenze del consumatore. è questo che spinge la necessità di rivisitare anche le materie prime come la frutta. Conservandone la bontà e il bagaglio culturale di un prodotto, oggi diventa importante renderlo anche comodo da utilizzare in ogni momento del giorno.

è per questo, che gli studenti di Scienze gastronomiche, hanno riunito quei docenti che, nelle università italiane, studiano il modo di fare della frutta un prodotto pret a porter rispettando la qualità igienica, nutrizionale e esaltandone quella sensoriale e di servizio. C'è un futuro per un prodotto che viene dal passato come la frutta e Scienze gastronomiche è pronto a sostenerlo.

Gli studenti della Facoltà di Agraria dell'Università di Parma hanno dato spazio il 24 febbraio al Convegno 'La qualità di 4ª gamma, frutta a servizio della gastronomia”, che ha visto il coinvolgimento di numerosi docenti universitari studiosi dei vari ambiti scientifici nel campo alimentare. In occasione di Mia, salone dedicato al Food&Beverage di Rimini Fiera, il moderatore e coordinatore del progetto sulla 4ª gamma frutta,  Andrea Fabbri, docente di Ortofrutticoltura per l'Università di Parma, ha dato il via al convegno con una importante affermazione: «Il mercato dei prodotti di quarta gamma negli ultimi dieci anni si è grandemente accresciuto in tutta Europa e nel mondo. Nel solo 2008 in Italia il giro d'affari complessivo ha toccato i 700 milioni di euro, ponendo l'Italia al secondo posto in Europa dopo la Gran Bretagna. Nonostante la crisi in corso la crescita del comparto non si è arrestata, e scaffali dedicati alle insalate di 4ª gamma sono ormai presenti sia nella Gdo che nella gran parte degli esercizi familiari».
 
A seguire l'intervento di Giancarlo Colelli, docente di Scienze delle produzioni e dell'innovazione nei sistemi agroalimentari mediterranei, che ha descritto la crescente importanza delle innovazioni tecnologiche nel panorama agro-alimentare italiano affermando: «Da circa 10 anni i prodotti di 4ª gamma hanno sempre più rappresentato una nuova opportunità di acquisto per il consumatore italiano». 

A seguire, la parola è passata a Nicoletta Pellegrini del Dipartimento di Sanità pubblica, sez. Igiene dell'Università di Parma, che ha affermato: «è necessario mettere a punto strategie in grado di minimizzare la perdita ed eventualmente aumentare le qualità nutrizionali della frutta di 4ª gamma».

In seguito si è espressa Ernestina Casiraghi, del Distam, Università di Milano: «Nella filiera ortofrutticola, è sentita l'esigenza di disporre di metodiche analitiche rapide, precise e integrabili all'interno del processo produttivo, per soddisfare le esigenze di tutela del consumatore». Infine ha concluso il Stefano Predieri dell'Ibimet- Cnr di Bologna, che afferma: Nella frutta fresca si cercano genuintà, sapori naturali e freschezza. Una 4ª Gamma d'eccellenza deve proporre al consumatore prodotti in grado di soddisfare queste aspettative».

Apprezzati gli interventi dai  presenti per la scoperta di un prodotto che vede sempre di più la sua necessaria presenza sul mercato coniugata alla crescente qualità.