Il Tomino del Talucco è una gustosa prelibatezza casearia a base di latte misto, vaccino e caprino, inserita nei prodotti agroalimentari tipici del Piemonte. Talucco è una frazione del Pinerolese (in provincia di Torino), in alta Val Lemina, un tempo un territorio densamente popolato la cui sussistenza era legata allo sfruttamento del bosco e all'allevamento di vacche e capre per la produzione lattiero casearia. La lavorazione del tomino - tumin in dialetto piemontese significa 'piccolo formaggio” - viene documentata da un'inchiesta agraria che il Parlamento del Regno condusse tra il 1881 e il 1883 (la cosiddetta 'Inchiesta Jacini”), nonché dalla monografia di Francesco Confienza sui margari della provincia di Torino.

Una lavorazione molto semplice, svolta dalle donne: viene scaldato il latte, quindi aggiunti il caglio e il sale. Dopo circa 40 minuti la coagulazione è avvenuta, la cagliata si può rompere e si possono riempire i piccoli recipienti a forma cilindrica. I tomini rimangono a riposare per 4-5 ore a perdere il siero; una volta liberati dalle forme sono fatti asciugare sulla paglia di segale. Il tomino di Talucco appartiene alla famiglia delle cacio-ricotte, ha forma di un piccolo disco di 5 cm. di diametro, senza crosta, con pasta fine e tenera, di colore bianco, pesa 80-90 g e si consuma fresco. Per conservarli più a lungo vengono pepati e fatti stagionare per quatto o cinque settimane, allora la crosta è striata con tonalità giallo rossicce e il suo peso si riduce anche della metà. Una vera ghiottoneria quelli in composta, conservati in giare di terracotta.

Dimenticato per molto tempo perché si tratta di un prodotto povero, conosciuto solo attraverso le fonti orali, il Tomino del Talucco è tornato a far parlare di sé grazie all'interessamento di qualche produttore locale e dell'Istituto professionale per l'agricoltura e l'ambiente di Osasco (To) che ha come obiettivo proprio quello di formare delle professionalità nel settore dell'agricoltura con particolare riferimento alla territorialità locale. Nel Pinerolese e nelle valli Sangone e Stura si è scritto un lungo paragrafo della storia dei formaggi: Saras del fen, Toma del lai brusc, Cevrin di Coazze e le varie tome.