Riso, pericolo compromesso in vista. Vercelli tace e Novara difende le varietà
L'assessore all'agricoltura di Novara, Marzio Liuni, scende in campo per defendere la tipologia del Carnaroli. A livello politico si profila però un grande compromesso per salvaguardare gli interessi dell'industria che vuole uniformare il meno pregiato Karnak al più nobile Carnaroli
Riso un gran parlare, solo un gran parlare! Siamo sempre in attesa del termine del ciclo delle audizioni informali da parte della Commissione Agricoltura del Senato, ma quello che emerge è la soluzione del compromesso. Sembra di andare contro un muro di gomma.La questione sollevata nel settembre 2009 dal Consorzio di tutela e valorizzazione varietà tipiche di riso italiano ha trovato appoggi importanti, dal Ministro Luca Zaia a Slow Food, dalla Federconsumatori a parlamentari e giornalisti, dall'Associazione cuochi alla Confartigianato, ma evidentemente le pressioni esercitate dal 'partito” del compromesso, per parlare in gergo elettorale di attualità di questi giorni, sono talmente forti che oscurano quei sani principi che, quando fa comodo, vengono sbandierati. Chiarezza, trasparenza, rispetto del consumatore e tracciabilità per difendere l'identità.
Sembra incredibile, l'unica soluzione che viene scartata è quella che prevede l'utilizzo del nome della varietà senza raggruppamenti, la volontà di alcuni protagonisti della filiera non va a difesa della chiarezza e purtroppo questa parte della filiera è in grado di orientare le scelte decisionali di molti. Anche se gli agricoltori non sono d'accordo, e sono molti quelli che confermano che la pensano come noi, ma i vertici delle organizzazioni agricole prendono decisioni all'unanimità, accusandoci anche di voler intralciare la ricerca, che siamo d'accordo essere la promotrice dell'agroalimentare. Fumo negli occhi per non voler capire quello che stiamo dicendo.
Nessun commento da parte delle istituzioni regionali e provinciali e mi riferisco a coloro che hanno voluto il 'Distretto del riso del Piemonte”, di cui la provincia di Vercelli è il capofila. Accetta di commentare solo l'assessore all'agricoltura della provincia di Novara, Marzio Liuni: «sulla chiarezza non transigo - dice - scriviamo Carnaroli e dobbiamo vendere Carnaroli. Il consumatore non può conoscere i parametri merceologici, così gli propiniamo quello che vogliamo. Assolutamente no. Non vedo quale problema esista nel commercializzare il Karnak con il suo nome. L'industria ha i mezzi e tutte le risorse necessarie per avviare una campagna pubblicitaria. Parliamo di agricoltura di qualità, chiediamo e riceviamo aiuti per questo e poi.. quando non ci fa comodo... occorre proprio un cambio di marcia». Più che cambio di marcia, potremmo parlare di cambio di motore.

