Nel radicchio rosso trevigiano, dalla linea gotica e slanciata, sembra sintetizzarsi quasi l'antica anima veneta, dal profondo rigore morale e dalla delicata contemplazione della natura. Ed è proprio da alcune città venete che prendono il nome le varietà di radicchio rosso che colorano le nostre tavole invernali. Le più note sono il Radicchio di Treviso Igp, il Radicchio di Verona Igp, quello di Chioggia Igp e il Radicchio variegato di Castelfranco Igp.

In generale il radicchio è depurativo e consigliato in caso di stitichezza e cattiva digestione, ottimo come terapia alimentare complementare in caso di diabete e obesità. La ricchezza in oligoelementi e sali minerali ne consiglia l'uso in tutte le forme di artrosi e come alimento importante per chi soffre di reumatismi. Fra le tipologie citate, il migliore è il Radicchio di Treviso, dal sapore decisamente amarognolo, ma delicato allo stesso tempo.

Le prime notizie del radicchio si hanno nella seconda metà dell'800, ma la sua consacrazione si ebbe per opera dell'agronomo Giuseppe Benzi, che diede vita alla prima mostra del radicchio il 20 dicembre 1900, nella centrale Loggia di piazza dei Signori a Treviso. Una produzione di qualità e di elevato valore organolettico è garantita dall'utilizzo rigoroso di tecniche tradizionali quali l'avvicendamento colturale solo dopo 24 mesi con il divieto di rotazione con altre composite, la restrizione delle concimazioni entro i limiti stabiliti e un investimento massimo di 6/8 piante per mq. Si produce nelle province di Treviso, Padova e Venezia, nelle varianti precoce e tardivo.

Il Radicchio di Verona, invece, vanta una reputazione antica e consolidata. Le prime vere coltivazioni destinate al mercato risalgono ai primi del Novecento, anche se presenti già alla fine del Seicento negli orti cittadini. La zona di produzione si colloca nelle province di Verona, Vicenza e Padova. Si distingue per le sue foglie sessili, intere, con margine privo di frastagliature e piegate a doccia verso l'alto. Ha la tipica colorazione rosso scura intensa con nervatura principale delle foglie di colore bianco, particolare croccantezza delle foglie e sapore leggermente amarognolo. Anch'esso si distingue in tipo precoce e tipo tardivo.

Molto diverso nell'aspetto è il Radicchio di Chioggia, la cui tipologia tardivo comprende le province di Venezia, Padova, Rovigo. Mentre il precoce si produce all'interno dei comuni litoranei di Chioggia (Ve) e Rosolina (Ro) dove le particolari condizioni pedoclimatiche consentono di esaltare le sue peculiari caratteristiche. Si tratta di pianta con lamine fogliari rotondeggianti, strettamente embricate tra loro che formano un grumolo di forma sferica; tali foglie hanno colore rosso più o meno intenso con nervature centrali bianche.

Infine, il Radicchio Variegato di Castelfranco è dotato di foglie bianco-crema con variegature distribuite in modo equilibrato su tutta la pianta fogliare di tinte diverse dal viola chiara al rosso vivo. Si produce nelle province di Treviso, Padova e Venezia, una produzione di qualità e di elevato valore organolettico è garantita dall'utilizzo rigoroso di tecniche tradizionali quali l'avvicendamento colturale solo dopo 24 mesi con il divieto di rotazione con altre composite, la restrizione delle concimazioni entro i limiti stabiliti ed un investimento massimo di 5/7 piante per mq.