Carne di salmone selvaggio dell'Alaska. Ottima scelta per il Cenone
La carne del salmone selvaggio è più muscolosa e meno grassa di quella di un pesce di allevamento ed è più ricca di preziosi acidi polinsaturi omega 3 che tanto contribuiscono al nostro benessere fisico. Un salmone selvaggio affumicato, sano, saporito, che viene pescato nelle acque dell’Alaska
Durante le feste di fine anno in Italia è ormai tradizione che il salmone affumicato sia protagonista della tavola. Viene servito come antipasto, a fette o in gustose e colorate tartine. Ma come tutti sanno c'è salmone e salmone. Il salmone selvaggio dell'Alaska è decisamente il più apprezzato di tutti, il più ecologico. Parliamo di quel famoso salmone di cui sono particolarmente ghiotti gli orsi bruni. Adorati fin dall'antichità dalle tribù indiane della zona, i salmoni selvaggi dell'Alaska sono molto diversi dai loro cugini d'allevamento dell'Atlantico. Nel corso della loro vita percorrono molte migliaia di chilometri, prima nelle acque dolci dei fiumi e poi in mare aperto dove si nutrono liberamente di gamberetti, crostacei e pesci più piccoli, si rinforzano e raggiungono dimensioni ragguardevoli.
La carne del salmone selvaggio è più muscolosa e meno grassa di quella di un pesce di allevamento ed è più ricca di preziosi acidi polinsaturi omega 3 che tanto contribuiscono al nostro benessere fisico. Un salmone selvaggio affumicato, sano, saporito, che vive libero e viene pescato naturalmente nelle acque fredde e pulite dell'Alaska.
All'azienda Alaska Seafood abbiamo chiesto se la pesca in mare aperto è più ecologica di quella di acquacultura: «Sicuramente sì. L'Alaska è un pioniere nella gestione sostenibile della pesca. è dal 1959 che tutti i tipi di pesca dell'Alaska sono gestiti in modo severo per proteggere le specie evitando la pesca eccessiva, i danni agli habitat e l'inquinamento».

