Turismo e prodotti agricoli. Alla scoperta dell’oro verde del Garda
A Manerba del Garda (Bs) si è tenuto il convegno “La comunicazione, i prodotti agricoli d’eccellenza, l’ambiente: per un turismo destagionalizzato e competente”, dedicato alla promozione dei prodotti d'eccellenza al fine di allungare la stagione turistica, con protagonista l’oro verde del Garda
MANERBA DEL GARDA (BS) - Sabato 20 novembre - all'interno della seconda edizione della manifestazione 'Prim'Olio”, dedicata alla cultura del frutto dell'olivo e, in particolare, ai grandi extravergini della riviera bresciana del Benaco - dalle ore 9 alle 12.30, a Manerba del Garda (Bs), nella sala consiliare di Palazzo Minerva, si è tenuto il convegno 'La comunicazione, i prodotti agricoli d'eccellenza, l'ambiente: per un turismo destagionalizzato e competente”, dedicato al tema della promozione dei prodotti agricoli d'eccellenza, relativamente ad allungare i tempi della stagione turistica, con protagonista l'oro verde del Garda, l'eccellente olio - nella sua veste più acerba - prodotto dagli uliveti affacciati sull'ampio bacino del Benaco. Si è parlato infatti del frutto della sua prima spremitura.Al tavolo sono convenute numerose personalità provenienti sia dall'ambito politico amministrativo che da quello degli esperti nel settore: Monica Rizzi, assessore regionale allo Sport e ai giovani della Regione Lombardia, Giulio De Capitani, assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia, Matteo Mastromauro , giornalista del Tg5, Beppe Spatola, giornalista del quotidiano Corriere della Sera, Renato Andreolassi del Tg di Rai3, Paolo Simoni Sindaco di Manerba, Alessandra Morandi presidente dell'Associazione Terranostra, Silvano Zanelli presidente dell'Aipol (Associazione interprovinciale produttori olivicoli lombardi), Gianfranco Comincioli produttore olivicolo e vitivinicolo, a moderare Enrico Castelli giornalista del Tg1 della Rai.
L'informazione, naturalmente, ha costituito il fulcro degli interventi dei convenuti, soprattutto riferita alla nuova figura del consumatore, che è cambiata rispetto anche ad un recente passato. L'utente finale è oggi una persona molto più preparata, che è disposta a spendere e a muoversi sul territorio italiano per fare esperienze enogastronomiche, ma in cambio vuole un prodotto qualitativo ineccepibile: dunque è necessario si possa offrirgli il massimo, anche attraverso la comunicazione sull'eccellenza del territorio, perché turismo, cultura, enogastronomia possono cambiare in pochi chilometri di distanza. L'errore commesso dagli operatori, a detta di Matteo Mastromauro, e che «si guarda troppo al proprio orticello senza avere una voce comune, mentre per avere il massimo dei risultati nella comunicazione bisogna che si parli con una voce sola».
Per Renato Andreolassi il Garda dovrebbe sviluppare una sinergia con il lago d'Idro, che offre la montagna nel momento in cui viene a mancare il turista estivo, facendo presente che una politica attenta al territorio valorizza quello che c'è sul lago, ma anche sulla montagna. Anche il turismo religioso sarebbe il caso venisse sfruttato ad hoc. Esistono luoghi come l'abbazia di Maguzzano, Montecastello, Tignale, che si prestano benissimo a questo scopo, ma che non vengono tenuti in debita considerazione. Anche le piste ciclo-pedonali, che su questo territorio gardesano sono numerose, dovrebbero essere oggetto di studio e valorizzazione per una strategia diretta al turista che viene da fuori. La cosa vale anche in riferimento al turismo storico: le bellezze storiche qui certo non mancano, partendo dalla Rocca di Manerba, per scendere poi a Sirmione alle Grotte di Catullo, e via dicendo.
Beppe Spatola ha sottolineato l'importanza della creazione del ministero al Turismo, voluto da Vittoria Brambilla, che ha pensato bene di sfruttare quello che negli anni '90 era considerata una chimera per l'Italia, il marketing territoriale, convocando una commissione per la promozione e valorizzazione del turismo. Questo si è rivelato dunque essere un settore che produce, che 'fa economia”. La presenza del lago, che già di per sé dovrebbe essere un fattore trainante, una produzione di olio d'oliva che è tra i più pregiati al mondo, sono elementi vincenti. Ma non solo, perché la provincia di Brescia offre una grande eterogeneità del territorio: c'è l'alta montagna, una pianura che ha tutte quelle peculiarità che si incontrano anche in altre provincie come Mantova e Cremona, i laghi più belli d'Italia. L'unico problema è quello della comunicazione. Si deve dunque trovare una soluzione di marketing territoriale per la promozione del territorio a 360 gradi.
Se il punto è comunicare la bontà di un prodotto come l'olio, necessita una sinergia tra i suoi produttori e le istituzioni, come quelle delle scuole di giornalismo. La proposta concreta è di arrivare direttamente dove si fa comunicazione, ma comunicazione non vuol dire necessariamente pubblicità: il messaggio dovrà essere, ad esempio, che l'olio di Sirmione è un olio storico, nato da ulivi che sono un patrimonio monumentale che non trova paragoni nel resto della Lombardia.
è necessario trovare un'unità d'intenti attraverso la creazione di un unico marchio, così come è stato per la Franciacorta, mantenendo all'interno le singole peculiarità, riunendo l'olio del Garda e olio del lago d'Iseo in un'unica griffe. Il consiglio nazionale dei giornalisti, rappresentato in questa sede da Beppe Spatola, si è detto disposto ad accogliere la richiesta di farsi promotore del territorio e dei suoi prodotti, sottolineando che è a un nuovo tipo di divulgazione multimediale che si deve fare riferimento, facendo sì che la comunicazione arrivi da molte e diversificate fonti al turista, al consumatore.
Silvano Zanelli, presidente dell'Aipol, nel riportare i numeri della produzione olivicola lombarda dei laghi di Garda, Como e Iseo, che si attesta tra i 5 e i 6mila quintali di olio, ha ricordato che, a fronte della grande qualità del prodotto, esso presenta un valore economico molto basso, essendo il risultato di un'olivicoltura a part-time, e che, dati gli alti costi di produzione, poche sono le aziende che vivono solo di questa. «Ma gli olivicoltori hanno capito che bisognava imporsi con l'eccellenza, per cui si è puntato alle cultivar tipiche, al territorio, soprattutto alla Casaliva, grazie anche a Comincioli - che con l'olio Casaliva denocciolato ha ricevuto il riconoscimento mondiale di miglior olio extravergine per metodo di produzione dalla guida Flos olei 2011 con punteggio massimo di 97 punti/100», ha precisato Silvano Zanelli, ricordando anche l'importanza che rivestono in questo anche le caratteristiche climatiche.
L'attenzione è andata poi al merito dell'Aipol di aver recuperato qualche anno fa gli ulivi del Vittoriale di Gardone Riviera, e al risanamento appena iniziato degli ulivi delle Grotte di Catullo a Sirmione: piante molto importanti - alcune di queste hanno più di 300 anni -, dalle quali si è pensato di andare a ricavare quell'olio che può dare immagine e valorizzare il territorio, cosa che i piccoli produttori, tranne in alcuni casi, non sanno fare. Valorizzare l'olio e valorizzare l'agricoltura, ecco ciò che si deve fare, e che purtroppo ancora manca, in un'ottica di sinergie che puntino ad un'unità di intenti.La carrellata di interventi si è conclusa con Gianfranco Comincioli, illuminato produttore, vincitore di vari premi a livello internazionale e mondiale, che ha portato la propria esperienza nel mondo dell'olio. «L'amore per questa coltura è scattato durante un convegno a Puegnago nell'82 - ha ricordato - soprattutto per l'apporto dei due relatori, i professori Ugo Vaglia e Ottorino Milesi, che hanno evidenziato la vocazione di questo territorio alla produzione di olio extravergine di alta qualità». Dal 2001, dopo anni di valutazioni, Comincioli ha intrapreso la strada dell'olio extravergine di oliva da olive denocciolate, per giungere al livello dell'alta qualità, ossia alla purezza di un prodotto che viene ottenuto con il massimo rispetto dei caratteri dell'ulivo, in particolare la cultivar e l'ambiente. «Voglio sottolineare - ha concluso - che in questi anni di esperienze e confronti a diversi livelli ho riscontrato che un olio come il Casaliva, ottenuto dalla cultivar autoctona del nostro lago oggi è riconosciuto e confermato tra le eccellenze assolute nel mondo, perciò un grande ambasciatore della forza del nostro territorio e del suo microclima».

