Un inverno particolarmente rigido, una primavera piovosa e un'estate calda seguita da abbondanti piogge hanno contribuito a garantire una produzione olivicola media. La previsione è un 30% in meno rispetto alla scorsa stagione. La qualità sarà sicuramente buona poiché le piante hanno vissuto una condizione vegetativa rigogliosa, gli attacchi da parassitari animali e vegetali sono stati contenuti e questo ha comportato un impiego minimo di prodotti fitosanitari. Da considerare anche che la specializzazione dei nostri olivicoltori veronesi è andata sempre più perfezionandosi anche grazie ai pareri tecnici dell'Aipo e del Consorzio di tutela dell'olio veneto Dop.

Verona è l'area olivicola veneta più importante e i tre frantoi dell'azienda familiare Redoro (Mezzane, Bardolino e Grezzana) consentono tempi rapidissimi per la consegna delle olive raccolte e tutto ciò si traduce, di conseguenza, in un aumento della qualità.

Il fatturato dell'azienda si conferma intorno ai 6,5 milioni di euro, con una crescita costante del 10% annuo. I dipendenti sono 25 dei quali 10 fissi e 15 stagionali, le esportazioni rappresentano il 30% del fatturato (Giappone, Usa, Scandinavia ed Est Europa) ma presto si assisterà all'apertura di nuovi mercati in Kazakistan, Gran Bretagna e Germania.

L'azienda ha recentemente inaugurato un nuovo impianto produttivo in grado di lavorare 30 quintali di olive all'ora con un minimo scarto. L'impianto a corrente è stato abbinato a una tettoia a pannelli fotovoltaici e la produzione ecosostenibile a km zero permette un grande risparmio di energia.

Il responsabile marketing della Redoro Daniele Salvagno è anche vice presidente di Federdop Olio. Da noi intervistato ha precisato 'che la campagna olivicola 2009-2010 in Italia ha ottenuto una produzione di 190.000 quintali in Abruzzo, 90mila in Basilicata, 2.400.000 in Calabria, 450 mila in Campania, 10.000 in Emilia Romagna, 780 mila in Friuli–Venezia Giulia, 250.000 nel Lazio, 55 mila in Liguria, 5.000 in Lombardia, 57 mila nelle Marche, 54 mila in Molise, 2.700.000 in Puglia, 95 mila in Sardegna, 550.000 in Sicilia, 210 mila in Toscana, 1.500 in Trentino-Alto Adige, 84 mila in Umbria, e 12.500 nel Veneto, per un totale di 7.214.780 quintali”.

Una novità. Su iniziativa di un gruppo di appassionati è nata l'Accademia dell'olio extra vergine del Veneto allo scopo di educare e far crescere un 'consumatore consapevole” delle caratteristiche peculiari dell'olio extravergine quale componente della dieta mediterranea, che è stata riconosciuta patrimonio dell'umanità dall'Unesco.