Pomodori, si taglieranno gli aiuti No degli industriali del settore
Gli industriali del pomodoro si scagliano contro Zaia: «È palesemente dichiarata la volontà del ministro di anticipare al 2010 il disaccoppiamento degli aiuti agricoli. Zaia nega ogni dialogo al settore industriale». Il ministro risponde: «Non accetiamo processi alle intenzioni»
«è palesemente dichiarata la volontà del ministro Zaia di anticipare al 2010 il disaccoppiamento totale degli aiuti agricoli applicati al settore del pomodoro da industria, a prescindere dall'esito negativo (con parere contrario motivato di diverse Regioni interessate al provvedimento) avuto in Conferenza Stato-Regioni sulla bozza di decreto, e dopo che la verifica fatta con i nostri principali concorrenti europei ha avuto altrettanto e scontato esito negativo. Spagna e Portogallo infatti, ben consapevoli delle conseguenze negative, si guardano bene dall'assecondare una simile scelta che comporterebbe perdita di competitivitàalle loro industrie e alle loro filiere». è quanto scrivono in una lettera al ministro Zaia l'Aiipa e l'Anicav, le due organizzazioni aderenti a Federalimentare, in materia di industria del pomodoro».«Il ministro invece, facendosi portavoce degli interessi di una sola parte della filiera e negando ogni forma di ascolto e di dialogo al settore industriale ed ai rappresentanti dei lavoratori, non se ne preoccupa minimamente e tira dritto per la sua strada. è bastato - aggiungono Aiipa e Anicav - che la notizia dell'intenzione del ministero italiano rimbalzasse sulla stampa settoriale internazionale per creare gravi turbative di mercato in quanto, vista la prospettiva della perdita di competitività che si profila per i prodotti italiani, risulta premiante e logico spostare volumi di acquisto verso quei Paesi che rimarranno più competitivi rispetto al nostro, in modo da stimolare e assecondare la loro crescita (stiamo parlando di un mercato che nonostante la recessione ha un aumento dei consumi del 3% all'anno). Questo ha già provocato forti tensioni sul mercato con ripercussione negative sui prezzi di vendita che sicuramente non aiutano in una situazione congiunturale come quella che stiamo affrontando».
Da qui la critica a Zaia, secondo cui «come le abbiamo più volte ricordato (solo per iscritto purtroppo e non personalmente in quanto lei non ci ha mai concesso di poter spiegare direttamente le nostre ragioni) da parte nostra non vogliamo alcun privilegio o aiuto, ma unicamente pretendiamo di poter operare in un contesto di pari opportunità con i nostri concorrenti europei, cosa che lei invece sembra ignorare, solo per avvantaggiare una piccola schiera di suoi sostenitori che non si preoccupano affatto delle conseguenze sulla nostra filiera. Ma si è mai domandato a quale prezzo ciò avviene?. Sappia ministro Zaia, che qualora fosse confermata la sua decisione, senza il preventivo accordo con Spagna e Portogallo, da parte nostra sarà messa in campo ogni azione di protesta e di autodifesa per la sopravvivenza delle nostre imprese. Presenteremo al Commissario europeo per la libera concorrenza un dossier che dimostra la distorsione di mercato che si verrebbe a creare (di cui è già stato data nota scritta ai funzionari del suo ministero)».
Inoltre, aggiungono le due organizzazioni, «ci vedremmo costretti, nostro malgrado, a non poter rispettare gli accordi presi con la parte agricola nel quadro delle normative europee e nazionali che prevedevano certezze contrattuali e chiarezza di comportamento, visto che risulta volontà di codesto ministero il venir meno agli impegni presi e sottoscritti. E questo non sarà certo di buon auspicio per l'imminente campagna di trasformazione».
Fonte: Agi
Zaia: non accettiamo i processi alle intenzioni
«Non accettiamo processi alle intenzioni. Come ho già detto, il ministero ha inviato alla Conferenza Stato-Regioni la sua proposta sull'accoppiamento degli aiuti comunitari al pomodoro da industria. Ora, nel rispetto dei tempi e delle regole, attendiamo che la conferenza esprima il suo parere. Se questo non avverrà, le Regioni si assumeranno la responsabilità delle loro scelte». Lo ha detto il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia (nella foto) in merito alla proposta di abbreviare di un anno il periodo transitorio di accoppiamento parziale degli aiuti comunitari al pomodoro da industria. «Ricordo anche – conclude il ministro - che la nostra proposta risponde alle richieste degli stessi agricoltori ed è stata largamente condivisa in sede tecnica dalla grande maggioranza del mondo agricolo, che l'ha giudicata uno strumento utile a frenare l'eventuale eccesso di produzione e l'eventuale ribasso dei prezzi del pomodoro da industria, oltre che un efficace mezzo per semplificare le procedure burocratiche».

