Pesca alla vongola nel delta del Po Viaggio alla scoperta del gustoso mitile
Piena di fascino, allietata dall’incontro con i pescatori, i veri protagonisti della pesca alla vongola. Tutto questo nella gita in barca, alla scoperta del conosciuto mitile, all’interno della Sacca di Goro nel delta del Po. Ecco cosa deve sapere, a questo punto, il consumatore sulle vongole
GORO (FE) - Per chi, come me, non conosceva il territorio del Delta del Po, la dolce atmosfera della laguna e i suoi ritmi silenti, ma laboriosi, l'approccio e la visita di quel territorio si è rivelata una vera scoperta. Piena di fascino, allietata dall'incontro con i pescatori, i veri protagonisti della pesca alla vongola; nella gita in barca all'interno della Sacca di Goro, nella quale convivono serenamente stormi di uccelli, che si alzano in volo lungo i fitti canneti. Al confine con la zona destinata alla pesca, nel silenzio ovattato, interrotto solo dal fruscio delle canne mosse dal vento, il mare si apre con misura, poi diventa mare aperto e regno incontrastato della pesca. Pesca che è, infatti, un elemento 'basilare” per l'economia di Goro e dintorni, una fonte di sussistenza e ricchezza, che negli anni si è molto sviluppata, fino a diventare una vera industria del pesce, con stabilimenti e personale specializzato. Lo spunto è stato offerto dalla undicesima sagra della Vongola, tenutasi a Goro (Fe) dal 16 al 19 luglio. Organizzata dal Comune di Goro, insieme alla Pro Loco, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna, la manifestazione comprendeva spettacoli, musica, artigianato e un grande stand gastronomico con menù tipico. Protagoniste dei gustosi menu le vongole, ma anche cozze e ostriche, per una degustazione pubblica sul far della sera. L'abbinamento 'ideale” ostriche e vino è stato il leit - motiv della degustazione offerta alla stampa da Oliovinopeperoncino, guidata dal cordiale e valido supporto di Renato Rovetta, Sommelier e conduttore della serata, che ha presentato i vini pregiati offerti da alcune prestigiose case vinicole, l'azienda Ricci Curbastro della Lombardia, l'azienda Cantarutti Alfieri del Friuli, l'azienda agricola Dell'Angelo, campana e l'azienda agricola Dal Maso, a rappresentare il Veneto. Nei calici abbiamo degustato vini bianchi e rosee, ricchi di profumi intensi: come l'Epilogo di Cantarutti, blanc de noir-Spumante Brut del 2004 e un Ribolla Gialla; un Extrabrut della Franciacorta di Ricci Curbastro, e un Saten Brut; un Gambellara Doc di Dal maso, e un Greco di Tufo, il più antico vitigno dell'avellinese. Un mix sapientemente coniugato di aromi, esaltati dal sapore delle ostriche. Per chi, ovviamente, le ama. La serata, comunque, si è conclusa felicemente con una deliziosa cena di pesce, in abbinamento ai bianchi sopra menzionati.
Ma la parte più interessante riguardava il pesce, e l'allevamento dei mitili; come abbiamo appreso nelle due giornate di visita. L'allevamento di vongole e la miticoltura, con una produzione annua di circa 16.000 tonnellate, hanno quasi soppiantato la pesca in mare e quella in laguna, sviluppando un'industria fiorente, che assicura lavoro e favorisce l'indotto. Ma come avviene l‘allevamento all'interno della Sacca di Goro? Agli inizi di settembre si semina, manualmente, il novellame (individui di 6-10 mm) che resta in un'area chiusa, dove si sviluppa, per 6-12 mesi. Da questo momento i pescatori, o immersi nell'annua, o con le reti da pesca sulle imbarcazioni, procedono alla pesca delle vongole. Le quali, una volta raccolte, vengono setacciate, trattenendo le più grosse, mentre le piccole vengono seminate in mare; poi, vengono depurate per 24 ore in appositi stabulari e infine vendute. Ma che cosa deve sapere, a questo punto, il consumatore?
Innanzitutto, come ci è stato spiegato durante la visita al Consorzio di Pesca, le vongole, per legge, devono essere depurate con appositi procedimenti; non possono essere vendute sfuse, ma in confezioni sulle quali è obbligatorio il certificato di provenienza. Il ciclo produttivo inizia a settembre e si conclude a giugno, quando è commercializzato. Nello Stabulario i molluschi trovano condizioni ottimali di vita, perché sottoposti ad operazioni di controllo, depurazione, e rifinitura quotidiane: inoltre si assicura la giusta temperatura e salinità che il mare non riesce sempre a garantire. I molluschi, infatti, devono essere venduti e consumati vivi e vitali.


