Sua maestà il baccalà alla vicentina
La fortuna mediterranea in terra veneta inizia nel 1431, quando il nobile veneziano Piero Querini naufraga con la sua nave in acque norvegesi. Impressionato da quelle imponenti cascate di pesce steso ad asciugare al vento, Querini decide di portare con sé nella Repubblica della Serenissima quel cibo economico e gustoso.A Vicenza la ricetta per cucinarlo è molto laboriosa. Prevede la battitura dello stoccafisso essiccato, l'ammollo per due giorni, la spinatura a mano e una lenta cottura per tre ore: la particolare difficoltà della preparazione è uno dei motivi per cui la ricetta in passato ha stentato a varcare i confini locali.
Oggi Di Martino lo produce seguendo la ricetta originale, realizzando un piatto veloce che non perde il sapore tradizionale. «è un piatto assolutamente diverso dal consueto - dice Ferdinando Di Martino - con cui i ristoranti arricchiscono di tipicità i propri menu. E poi è una leccornia che ha molti appassionati stimatori».

