MILANOFIORI - Hanno chiuso in lieve aumento un contrastato 2008 le esportazioni italiane di salumi. Nel periodo gennaio-dicembre sono state inviate all'estero oltre 106.200 tonnellate di prodotti della nostra salumeria (+0,3%) per un corrispettivo di circa 832 milioni di euro (+1,5%). Un risultato, questo, che ha risentito del progressivo deterioramento del quadro macroeconomico e, soprattutto, del materializzarsi della tanto temuta crisi che, a partire da settembre, è diventata una realtà da cui è stato impossibile prescindere.

«La libera circolazione dei nostri prodotti in ambito internazionale - ha affermato Francesco Pizzagall, presidente di Assica - al di là dell'Unione europea, si conferma, infatti, come un obiettivo su cui l'associazione dovrà continuare a lavorare. Se si escludono i prosciutti tipici e, in parte, i prodotti cotti, l'esportazione di molti dei nostri salumi e delle carni suine è ancora oggi vietata in importanti Paesi come gli Stati Uniti, il Canada, e, con l'eccezione del Giappone, i nuovi mercati del far easti. L'ampliamento di gamma dei prodotti esportabili rappresenta dunque il principale obiettivo da realizzare nei prossimi anni per lo sviluppo del settore con il supporto istituzionale del mi-nistero della Salute, del ministero dello Sviluppo economico, del ministero delle Politiche agricole, della Commis-sione europea e delle nostre rappresentanze diplomatiche». L'attivo commerciale del settore ha registrato un leggero miglioramento, passando da 679 a 682 milioni di euro (+0,5%).



L'export per prodotto
Ottimo risultato di mortadella, salami e pancette stagionate. I prosciutti crudi rimangono il prodotto più esportato
I prosciutti crudi (voce doganale che comprende speck, coppe e culatelli), dopo uno stentato avvio e una lieve ri-presa nel secondo trimestre hanno evidenziato negli ultimi due parziali d'anno una flessione che è divenuta piuttosto consistente nel quarto trimestre determinando un risultato per la prima volta dal 2002 negativo: -4,1% in quantità e -2,4% in valore. Complessivamente nel 2008 gli invii all'estero di tali prodotti si sono fermati a circa 47.900 tonnellate e oltre 440 milioni di euro. Di tale quantitativo, circa 18.500 tonnellate hanno riguardato pro-sciutti a denominazione di origine (-2,8%), in gran parte di Parma e San Daniele.

All'interno del mercato unico, considerando i quantitativi, sono risultati in flessione i primi due mercati di destina-zione: Francia e Germania. Positiva, anche se in attenuazione, è stata la performance verso l'Austria saldamente al terzo posto, mentre sono apparsi in contrazione anche gli invii verso Belgio e Regno Unito rispettivamente quinta e sesta piazza di riferimento. Oltre i confini dell'Unione europea hanno mostrato un lieve ma sorprendente aumento le esportazioni verso gli Usa e la Croazia, principali partner extracomunitari.

Positivo il trend della mortadella, le cui spedizioni hanno superato le 21.000 tonnellate (+4,6%) per un valore di circa 74,7 milioni di euro (+6,1%). All'interno dell'Unione europea particolarmente brillanti sono risultate le per-formance verso Francia e soprattutto Spagna, divenute rispettivamente prima e seconda piazza riferimento da-vanti alla Germania scivolata al terzo posto.

Hanno mantenuto un buon passo gli invii di salami arrivati a superare le 19.700 tonnellate (+4,8%) e a sfiorare i 180 milioni di euro (+6,2%). Relativamente a questo prodotto, un andamento ancora dinamico della domanda è stato evidenziato da tutti i principali paesi destinatari: Germania, Regno Unito, Svizzera, Francia e Austria. Unica eccezione il Belgio, sceso dal quarto al sesto posto nella classifica dei principali mercati di riferimento.

Sostanzialmente stabili sono risultati gli invii di prosciutto cotto, le cui esportazioni, con un lieve incremento del +0,4%, hanno superato le 9.500 tonnellate per un valore di oltre 63,7 milioni di euro (+3,7%). A determinare tale risultato è stata essenzialmente la domanda dei Paesi terzi, in particolare di Svizzera e Usa. All'interno dell'Unione europea, hanno chiuso con un segno positivo gli invii verso Francia, Germania e Austria, mentre hanno evidenziato un segno negativo Regno Unito, Spagna e Belgio.

Ottime si sono confermate le esportazioni di pancetta stagionata, che hanno sfiorato le 2.715 tonnellate (+13,5%) e superato i 19,7 milioni di euro (+11,9%). A sostenere gli invii di questi prodotti è stata, ancora una vol-ta, la domanda proveniente dai primi due partner commerciali: Regno Unito e Francia, cui si sono aggiunti gli im-portanti incrementi di Belgio e Austria.

Anno difficile per la bresaola che ha evidenziato un -4,2% per circa 1.960 tonnellate cui però ha fatto da contrap-punto un +8,9% in valore (oltre 33,2 milioni di euro). Sulla performance di questo prodotto ha pesato, però, il no-tevole aumento del costo della materia prima comunitaria dovuto alle limitazioni poste dall'Unione europea alle importazioni di carni bovine dal Brasile. Fatto, questo, che ha reso ancora più difficile, in tempi di crisi, soddisfare la domanda contenendo l'aumento dei prezzi. Nonostante queste difficoltà, però, il saldo commerciale ha eviden-ziato un nuovo miglioramento (+9,3%).



L'export per paese
Germania nostro principale partner commerciale, seguito da Francia, Regno Unito e Austria Extra UE: ottime le performance di Svizzera, Brasile e Argentina
Nel complesso dei dodici mesi le esportazioni verso l'Unione europea, considerando le quantità, si sono mantenute stabili rispetto al 2007 attestandosi intorno alle 84.860 tonnellate, e lievemente in aumento considerando il fatturato arrivato a superare i 657,7 milioni di euro (+0,3%).

All'interno del mercato unico, hanno evidenziato un deciso calo sia in quantità (-6,7%) sia in valore (-6,2%), le esportazioni verso la Francia, che ha così perso il proprio ruolo di principale piazza di destinazione per i nostri salumi in termini di volumi. Negativa è risultata anche la performance verso la Germania (-2,6%, in quantità e -1,3% in valore) che, però, grazie alla contrazione registrata dalla Francia, è divenuta nostro principale partner commerciale anche in termini di volumi oltre che di fatturato.

Positivo, nonostante la svalutazione della sterlina nei confronti dell'Euro che ha reso i nostri prodotti meno convenienti, è stato il trend delle quantità esportate verso il Regno Unito (+1,4% per circa 9.850 tonnellate). Molto buona si è rivelata la dinamica degli invii verso l'Austria (+9%) ancora trainati dall'aumento di prosciutti crudi e speck; la Spagna (+18,8%) riconducibile all'ottimo andamento della mortadella (+27%); la Grecia (+5,9%); i Paesi Bassi (6,8%) e Malta (+40,3%).

Ancora in crisi, fra i principali mercati, sono risultate, invece, le esportazioni verso il Belgio (-4,3% in quantità ma +5,2% in valore), confermatosi, comunque, saldamente al quinto posto fra i nostri destinatari. Le esportazioni verso i paesi extra UE hanno sfiorato le 21.400 tonnellate (+1,8%) e i 174 milioni di euro (+6,1%).

Tra i Paesi terzi, si segnalano gli aumenti di Svizzera (+4,2% in quantità e +15,8% in valore); Croazia (+4,0% e -1,1%); Bosnia (+44,2% e +60,3%) e Canada (+29,5% e +32,8%). Hanno chiuso in aumento anche le spedizioni verso il Libano (+1,3% in quantità e +13,7% in valore), e quelle verso le principali economie dell'America latina in particolare Brasile (+63,1%) e Argentina (+27,4%).

Per quanto concerne i mercati in flessione, hanno mostrato un calo gli invii verso gli Usa (-0,7% in quantità ma +0,8% in valore), Giappone (-12,3% e -7,9%), Federazione russa (-5,1% e -3,1%) e Hong Kong (-10% e +5%).

Associazione industriali delle carni
L'Assica., Associazione industriali delle carni, è l'organizzazione nazionale di categoria che, nell'ambito della Confindustria, rappresenta le imprese di macellazione e trasformazione delle carni suine. Nel quadro delle proprie finalità istituzionali, l'attività dell'Assica copre diversi ambiti, tra cui la definizione di una politica economica settoriale, l'informazione e il servizio di assistenza ai circa 200 associati in campo economico/commerciale, sanitario, tecnico normativo, legale e sindacale. Competenza, attitudine collaborativa e affidabilità professionale sono garantite dalla partecipazione a diverse organizzazioni associative, sia a livello nazionale che comunitario. Infatti, sin dalla sua costituzione, nel 1946, l'Assica si è sempre contraddistinta per il forte spirito associativo come testimonia la sua qualità di socio di Confindustria, a cui ha voluto aderire sin dalla nascita, di Federalimentare, Federazione italiana delle industrie alimentari, di cui è socio fondatore, del Clitravi, Federazione europea che raggruppa le Associazioni nazionali delle industrie di trasformazione della carne, che ha contribuito a fondare nel 1957.