Barilla: ricavi e utile in crescita Singer lascia carica Ceo
Nel 2008 il fatturato Barilla è cresciuto anche grazie all'aumento dei prezzi di vendita. La situazione finanziaria è a tal punto sotto controllo da lasciare in secondo piano il discorso Borsa. Il Ceo Robert Singer, entrato in Barilla per gestire un indebitamento troppo alto, esce di scena
MILANO - Robert Singer lascerà l'incarico di Ceo di Barilla holding. Le attività operative della finanziaria faranno d'ora in poi capo a Massimo Potenza, amministratore delegato di Barilla G.er. fratelli. «Il gruppo è industriale - ha spiegato in una conferenza stampa il presidente Guido Barilla (nella foto) - e tornerà ad avere una sola società gestita da un solo consiglio di amministrazione, la Holding rimarrà per portare a termine i contratti in corso. Singer non viene sostituito, Potenza assumerà i suoi ruoli».
Intanto il 2008 per il gruppo Barilla si è chiuso con un fatturato di 4,535 miliardi di euro, in crescita del 6,8%, un margine operativo lordo stabile a 444 milioni di euro e un utile netto cresciuto da 73 a 78 milioni.
L'uscita di Singer dai ruoli operativi (l'ex a.d. resterà nel cda di Barilla G. e R. come consigliere) segna, come ha detto Guido Barilla, "la conclusione di un capitolo". «Il bilancio 2008 chiude un periodo difficile di sei-sette anni, a cui il gruppo ha reagito bene. Singer era entrato per gestire un indebitamento troppo alto, i rapporti con il Banco Popolare e le relazioni con il mondo finanziario. Oggi riconcentriamo tutto sull'attività produttiva più che su quella finanziaria, la Barilla Holding non ha più veri motivi per esistere». Il gruppo, afferma ancora Barilla, «è in una situazione di forte salute e stabilità, guardiamo ai prossimi anni con elevata fiducia. Il periodo congiunturale difficile non è passato, ma saremo capaci di affrontarlo con sicurezza». «Abbiamo concluso un processo di stabilizzazione finanziaria e di semplificazione societaria - ha detto Robert Singer - nel 2003 la situazione debitoria era pericolosa, con un leverage che era di 3,9 e ora è sceso a 1,9. Nel corso del 2008 l'indebitamento netto è sceso da 1,2 miliardi a 860 milioni di euro, mentre il patrimonio è passato da 884 milioni a 1 miliardo di euro».
La situazione finanziaria è a tal punto sotto controllo - spiega Singer - da lasciare in secondo piano il discorso Borsa: «Non andiamo in Borsa perchè non ne abbiamo bisogno - ha detto - Barilla non ha necessità di fondi. Inoltre dovremmo sempre cercare di massimizzare il valore, mentre il gruppo vuole creare valore nel lungo termine». «Non è una preclusione culturale - precisa Barilla - ad esempio negli ultimi anni abbiamo sostenuto una quantità di investimenti fissi che sarebbe stata difficilmente compresa da azionisti finanziari. Se però cambiasse la nostra strategia e ci fosse un'opportunità di grande rilevanza, non sarebbe da escludere un approdo in Borsa. Oggi comunque non c'è nessuna acquisizione in vista».
Nel 2008 il fatturato Barilla è cresciuto anche grazie all'aumento dei prezzi di vendita. Buone le vendite di Barilla G. e R. nella pasta e nei prodotti da forno, stabili i dati di Harry's in Francia di cui è in corso la fusione in Barilla France. Negli Usa continua l'ascesa, con un fatturato che passa da 328 a 435 milioni di dollari, con previsione di crescita a 500 milioni nel 2009. Gli investimenti sono scesi da 226 a 154 milioni dopo il completamento nel 2007 dei progetti per lo stabilimento di Avon (NY) e del nuovo Mulino di Pedrignano (Parma). Nell'anno Barilla ha ceduto Gran Milano e Quality Bakers Olanda, mentre resta sul tavolo la cessione in Germania di Kamps. "L'abbiamo posta in vendita qualche mese fa ma non ci sono state offerte soddisfacenti" ammette Barilla.
«Quella dei negozi non è un'attività tipica per Barilla - spiega Singer - rimane la nostra volontà di cederla perchè non è strategica, ma i prezzi proposti sono stati troppo bassi. L'azienda comunque è ben gestita e ha dei buoni margini, poichè non abbiamo bisogno possiamo attendere, in futuro ci saranno momenti migliori per vendere». Intanto per il 2009 «l'inizio è positivo - afferma Barilla - siamo in linea con i nostri programmi. Aspettiamo i prossimi mesi e vediamo come andrà la raccolta del grano».
«Ci aspettiamo un aumento del prezzo del grano - ha detto Massimo Potenza (nella foto a destra), a.d. della Barilla - ma il prezzo della pasta per quel che ci riguarda sarà stabile. La nostra strategia nel breve medio periodo si svilupperà con il brand Barilla nella pasta e nei sughi, mentre nei prodotti da forno cercheremo di replicare in altri paesi europei quanto fatto con successo in Francia».
Fonte: Agi

