Eurocarne, giornata inaugurale. Etichettatura soluzione vincente
Apre i battenti a Verona Eurocarne, il Salone internazionale delle tecnologie per la lavorazione, conservazione, refrigerazione e distribuzione delle carni. 338 gli espositori, di cui il 32% esteri. Si è parlato delle difficoltà del settore, condizionato da "influenze" e psicolsi di massa
VERONA - Luci puntate sul comparto della carne. Questa mattina, con gli "Stati generali della carne, modelli internazionali a confronto", si è aperta la 24ª edizione di Eurocarne, il Salone internazionale delle tecnologie per la lavorazione, conservazione, refrigerazione e distribuzione delle carni, che il ministro delle Politiche agricole Luca Zaia alla vigilia ha definito «una vetrina di primo piano e una cassa di risonanza di altissima efficacia della bontà dei prodotti italiani». A fare gli onori di casa il presidente di Veronafiere Ettore Riello, che ha ricordato il valore del comparto per l'Italia - con i suoi 60 miliardi di euro, di cui 24 alla sola voce export - e per lo stesso ente fieristico veneto, «che è area espositiva, luogo di dibattito e di rapporti e scambi commerciali fra imprese, uomini e idee. E nel caso di Eurocarne», ha aggiunto, «è anche il modo per garantire anche alle piccole e medie imprese di ampliare i propri orizzonti di business».
Carne sotto la lente, dunque, grazie a una manifestazione internazionale leader in ambito europeo, con 338 espositori, di cui il 32% esteri, e oltre 80 delegazioni da Europa centro-orientale, Sud America, Asia, Russia, Cina e Medio Oriente. Il settore della carne, come ha rilevato Alessandro Mastrantonio, giornalista del Sole 24 Ore, «sconta qualche difficoltà: la qualità c'è, il mercato fatica a pagare, influenze ed epidemie condizionano i flussi commerciali». Eppure, nonostante questa zavorra, «il 2008 è stato positivo per il settore delle macchine e delle tecnologie per la lavorazione della carne», ha sostenuto Emilia Arosio, presidente di Assofoodtec e di Eurocarne 2009. «Sul 2009 siamo più cauti», ha proseguito, «ma nel complesso lo consideriamo positivo».
Certo la carne deve fare i conti con alcuni fattori chiave: la sicurezza alimentare e la salubrità del prodotto. Macellai e grande distribuzione dovranno fare la loro parte, comunque, per vincere una certa visione demonizzata della carne, «inaccettabile e peraltro non corrispondente alla verità», ha spiegato Maurizio Arosio di Federmacellai-Confcommercio, così come non corrisponde a verità la mancanza di controlli. «La carne», ha dichiarato Claudio Truzzi di Metro, «è uno dei prodotti più controllati in assoluto». E fra pollo, bovino e suino, «la carne del futuro sarà sempre più avicola», ha assicurato Aldo Muraro, presidente di Una, l'Unione nazionale avicoltori. Si vedrà, certo, ma Renzo Fossato (presidente di Uniceb) e Ugo Sassi (presidente Gran Suino Padano) non hanno dubbi: l'importante è che sia controllata e certificata. E l'etichettatura potrebbe essere una soluzione vincente. Per i produttori e per il consumatore.
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