Riso, una storia lunga 7mila anni
Era il 2004 quando la Fao promosse l’Anno internazionale del riso con il motto “Riso é vita” per sottolineare l’importanza del cereale che rappresenta l’alimento base di oltre 3 miliardi di persone. Con la pubblicazione del volume “Il riso” si rinnova l’interesse nei confronti di questa produzione
Attualmente il riso, la specie Oryza sativa di origine asiatica, viene coltivato in 115 Paesi del mondo, 42 in Africa, 27 in America, 30 in Asia, 11 in Europa e 5 in Oceania, con una produzione nel 2007 di 651 milioni di tonnellate. Le origini del riso sono remote, sembrano appartenere all'India orientale o all'Indonesia alcuni resti di riso in ciotole che risalgono almeno al 7000 a.C. Nel 400 a.C. la coltura appare molto sviluppata in Mesopotomia. Solo durante il Medioevo il riso viene diffuso e coltivato nel bacino del Mediterraneo dagli Arabi. Nel corso del Quattrocento incominciò a diffondersi nell'Italia del centro-nord e in altre regioni europee. L'Italia oggi è la prima nazione in Europa nella produzione di riso: nel 2007 si sono prodotte 1.500.000 tonnellate su una superficie pari a 233mila ettari e 4.500 imprese, principalmente in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Il consumo medio pro capite in Italia è di circa 5 kg, ed è superiore a quello medio della Comunità europea. Esistono circa 120 varietà commercializzate iscritte al Registro nazionale. Portano nomi di pianeti, monti, minerali, pietre ma anche i cognomi di chi le ha brevettate, come nel caso del Rosa Marchetti o del Maratelli.
Quello delle varietà di riso è un mondo in continua evoluzione: alcune rinomate in passato sono state sostituite da altre più resistenti ed è prevedibile che altri risi, ora in auge, subiranno la stessa sorte in futuro. Le varietà storiche e anche le più conosciute dal consumatore sono: Carnaroli, Vialone nano, Arborio, Baldo, S. Andrea. Attualmente il riso coltivato in Italia può fregiarsi di due riconoscimenti comunitari: il Vialone nano Igp, coltivato nelle limpide acque di risorgiva della pianura Veronese, e il riso di Baraggia biellese e vercellese, Dop dal 2007.

