Coca Cola distribuisce Carlsberg L'accordo non piace ai grossisti
L'accordo di Coca Cola con Carlsberg Italia per la distribuzione degli impianti di spillatura del marchio in Lombardia non piace alla Federazione dei distributori di bevande. E intanto sale la tensione dopo la decisione di Coca Cola di chiudere degli stabilimenti Socib di Reggio Calabria e Bari
Coca Cola muove i primi passi nel business della birra. Dopo l'attivazione della rete di distribuzione diretta per i propri prodotti in tutta l'Italia Centro Settentrionale, Coca Cola HBC si occuperà anche dell'installazione e dell'assistenza degli impianti di spillatura della birra Carlsberg in tutta la Lombardia.è questo infatti il contenuto dell'accordo siglato dal braccio italiano di Coca Cola con Carlsberg Italia, che avrà inizio a partire da maggio. La birra olandese, che già distribuisce i propri prodotti attraverso l'apposita azienda di distribuzione consociata T&C, ha infatti individuato, in Coca Cola il partner ottimale, per permettere ai propri clienti di ricevere un servizio ed un'assistenza sempre più qualificati e all'avanguardia.
Un accordo che ha immediatamente suscitato le reazioni della filiera distributiva, ed in particolare di Italgrob, la Federazione italiana grossisti distributori di bevande, da anni impegnata in una vera e propria battaglia legale contro Coca Cola HBC Italia.
«Ancora una volta le scelte del colosso americano appaiono finalizzate – spiega la Federazione – al progressivo indebolimento della concorrenza a scapito delle realtà più piccole. In questo caso ci troviamo di fronte a due colossi che, grazie al proprio potere economico e commerciale, si uniscono creando barriere commerciali significative, non solo per noi grossisti, ma per tutti gli attori del mercato delle bevande in Italia».
Intanto è di questi giorni la notizia delle agitazioni nel Sud Italia, dove, dopo la chiusura di Reggio Calabria, Coca Cola HBC si appresta a mettere i sigilli anche all'ex stabilimento Socib di Bari a partire dal 1° luglio.
Dell'ex imbottigliatore indipendente più importante del Sud, acquisito da Coca Cola HBC nell'agosto scorso, resterà dunque solo la sede storica di Marcianise, in provincia di Caserta. A rischio l'occupazione di numerosi lavoratori, che ieri hanno indetto una giornata di sciopero.
«Le scelte di Coca Cola stridono con quanto annunciato solo pochi mesi fa – sottolinea Italgrob – in occasione dell'acquisizione dell'azienda casertana, quando prometteva il mantenimento dei livelli occupazionali. Anzi, da anni ormai, con l'attivazione della distribuzione diretta nel Centro Nord, Coca Cola aveva addirittura promesso un sensibile incremento dell'occupazione in tutta la penisola. Sembra invece stia accadendo il contrario».«La nostra Federazione – conclude Italgrob – in base ad alcune avvisaglie teme dunque che la Coca Cola inizi ad organizzare la distribuzione diretta anche nel Sud continentale».

