L'ex Cappella in stile gotico dedicata a San Giuseppe, all'interno del grandioso complesso edilizio attualmente destinata ad Auditorium della Cassa Rurale di Treviglio, ha fatto da suggestiva cornice allo svolgimento del convegno 'Trent'anni di consorzio, tradizione e innovazione a confronto”.

Il convegno, moderato da Paolo Massobrio, si inserisce in modo organico nel programma annuale del consorzio tutela Taleggio per la celebrazione dei suoi 30 anni e ha la funzione di 'aprirne i lavori”. Nel corso del convegno, rivolto a istituzioni, stampa, operatori e soci del consorzio, si è parlato di consorzio di Taleggio dop con l'obiettivo di dare un quadro completo della sua storia, delle sue valenze e delle sue future strategie inserendole nello scenario presente e futuro del settore lattiero-caseario.

Le iniziative organizzate dal consorzio tutela Taleggio per i suoi 30 anni continuano nel corso dell'anno 2009 con eventi e progetti a Milano. A partire da fine maggio, al Parco Sempione con uno spazio espositivo ad hoc, nel quale adulti e bambini saranno guidati alla degustazione mirata del formaggio attraverso giochi e attività educative. Poi ancora, in ottobre, una festa per i giovani, in grande stile, una grande kermesse in onore del formaggio con un concerto finale in un locale milanese.

Un traguardo importante, questo, che serve al Consorzio per fare il punto sul suo sviluppo e la sua produzione, con obiettivi futuri che mirano a incrementare sia la produzione che la vendita. E se la vendita sta evidenziando una leggera crescita dopo la flessione del 2006, la produzione del taleggio è negli ultimi anni calata. Si è infatti passati da 102 mila 569 quintali del 1999 a 91.959 del 2005, da 87.661 quintali del 2006 a 87.998 del 2008, con un incremento nel 2007 di 88.142 quintali di produzione.

Ma veniamo ai dati dell'anno appena concluso: nel 2008 sono state prodotte 4 milioni 400 mila forme, pari appunto, a circa 880 tonnellate di formaggio, per un giro di affari di 39 milioni 590 mila euro e un fatturato di 101 milioni 197 mila euro.
Il taleggio prodotto va principalmente al mercato regionale (75%) con un 5% al mercato locale e un altro 20% che finisce in tutto il resto d'Italia.

 «La forza nutrizionale del taleggio è molto alta – spiega il presidente del consorzio Lorenzo Sangiovanni -. Per questo motivo puntiamo ad educare i più giovani, attraverso la scuola, ma anche con nuove azioni di promozione e una maggiore tutela della denominazione 'taleggio”». «Il consorzio tutela Taleggio - prosegue il presidente - si basa su una compagine solida ed unita, una forza economica che proprio nel suo trentennale traccia un bilancio, che direi positivo». «Il taleggio ha una parte di primissimo piano nell'universo dei formaggi - ha commentato Vittorio Emanuele Pisani, direttore generale del consorzio - che esprimono in modo armonico l'ambiente naturale, le persone, le vicende sociali ed economiche di una moltitudine di luoghi della Penisola italiana. Per questo è normale - ha continuato Pisani - che da un certo punto in poi le denominazioni di origine di natura agroalimentare dei formaggi in primis».

Il Taleggio è un formaggio di origini antichissime, anteriori al X secolo. Documenti risalenti al 1200 fanno riferimento ai commerci e agli scambi di cui era oggetto, insieme ad altri formaggi. La zona di origine è la Val Taleggio, in provincia di Bergamo, da cui deriva il nome del formaggio, che si estende su una superficie di oltre 80 Kmq ed è situata alla destra orografica del fiume Brembo. Crescendo sempre più il consumo di Taleggio, la produzione si è progressivamente estesa nella Pianura Padana, dove hanno cominciato ad operare molti caseifici di piccole e medie dimensioni, che sono riusciti ad equilibrare la tecnologia produttiva tradizionale con le innovazioni tecnologiche susseguitesi in quasi mille anni di storia.

Il terzo decennio del consorzio che tutela il formaggio Taleggio ha una nuova sede legale, a Treviglio, e una nuova ragione sociale: da consorzio per la tutela del formaggio Taleggio a consorzio tutela Taleggio (dando ragione all'ormai ultradecennale marchio CTT) e con un rinnovato sito Internet (www.taleggio.it), al servizio in primo luogo degli associati. Il consorzio tutela Taleggio si impegna in una continua ricerca, nuove azioni promozionali, un maggiore controllo dell'uso della denominazione 'taleggio” e un intervento educativo all'interno delle scuole per una corretta alimentazione. Un lavoro prezioso a difesa della qualità di un prodotto molto amato, il numero 1 dei formaggi italiani. Sono questi gli ingredienti della ricetta anti-crisi del consorzio tutela Taleggio che riunisce 60 soci, 32 dei quali sono caseifici, 27 sono stagionatori e un produttore, con ben 814 aziende agricole che forniscono il latte , oltre a 110 utilizzatori.