Formadio d'Appennino ha 850 anni. La festa comincia dal nuovo logo
Un logo per l'anno di celebrazione degli 850 anni del Formadio d'Appennino. Nel comprensorio di produzione del Parmigiano Reggiano 850 anni fa comparte un parola destinata a cambiare nel tempo l'economia del territorio. Il logo rientra nel progetto Latterie d'Appennino
Un logo che accompagnerà l'anno di celebrazione degli 850 anni del "Formadio", ovvero la prima citazione oggi conosciuta del celebre prodotto che dall'Appennino ai fertili pascoli della Val d'Enza si diffonderà grazie alla cultura dei monaci. Era il 13 aprile del 1159 quando, a Corniano di Bibbiano, i fratelli Martino, Giovanni e Domenico di Formolaria (paese ancora esistente a Carpineti) presero in affitto terreni dal monastero di Marola in cambio di denari e prodotti tra i quali "tres aporto de formadio". L'immagine celebrativa degli 850 anni, riporta un monaco che presenta il formaggio a Matilde di Canossa, colei che volle l'erezione del monastero di Marola, raffigurato alle spalle.
Si è inaugurato oggi il via al calendario di appuntamenti lungo un anno che, all'interno del progetto 'Latterie d'Appennino 2009”, celebrerà la ricorrenza degli 850 anni del "Formadio". «Primo appuntamento - spiegano Afro Rinaldi e Clementina Santi, assessori comunitari all'Agricoltura e alla Cultura - al Cinema Teatro Bismantova di Castelnovo Monti, venerdì 20 marzo alle 20.30, col film documentario, con regia di Ubaldo Montruccoli, 'Sulle tracce di un Re: da Matilde di Canossa al formadio dei monaci”, prodotto da Consorzio Conva, Nazionale Parmigiano Reggiano, Comunità Montana per ripercorrere in maniera congiunta le vicende che legano il 'formadio” a Matilde di Canossa».
«Matilde di Canossa volle a Marola un monastero come segno di gratitudine all'eremita Giovanni. Nemmeno un secolo dopo i monaci e gli agricoltori di quelle terre commerciavano 'formadio”. La comparsa di questa parola, dove prima si produceva solo cacio di pecora, è del il 13 aprile 1159 getta le basi per un cambiamento epocale - spiega Nilde Montemerli, presidente della Comunità Montana dell'Appennino Reggiano.
«Nei secoli - aggiunge Giuseppe Alai, presidente del Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano - ci si avvierà, a produrre quello che oggi conosciamo come Parmigiano Reggiano, grazie al quale l'economia rurale emiliana è tra le più forti al mondo. La sua storia è inesauribile e questa pergamena del Millecento contribuisce ad arricchirne un'inesauribile origine che, sino ad ora, riferivamo solo al Trecento».
«La storia del Parmigiano Reggiano sarà ancora lunga e ricca di perfezionamenti tecnologici - ha ricordato l'assessore provinciale all'agricoltura Roberta Rivi - dalle dimensioni, alla cottura a fuoco, all'impiego del latte di mattina e sera. Eppure è grazie a questa evoluzione che abbiamo un prodotto unico al mondo».
«Dal punto di vista economico - comunica in una nota Enrico Bini, presidente della Camera di commercio di Reggio Emilia - ci aspettiamo molte risposte dal convegno internazionale di sabato 21 marzo, dalle 8.30, presso proprio l'Abbazia di Marola: storici, linguisti, esperti ed economisti a confronto dinnanzi alla stampa di tutta Italia. Per la nostra realtà e le province limitrofe può davvero essere, quella di Formolara Corniano, una scoperta rivoluzionaria».
Altri appuntamenti il 13 aprile: a Carpineti, alle ore 12.30, si inaugureranno le targhe turistiche su Formolaria paese del formadio,
«A Bibbiano - ricorda assieme a Umberto Beltrami, assessore al Parmigiano Reggiano del Comune di Bibbiano - alle 18.00 una preghiera in ricordo dell'abate di Marola Giovanni (del XII secolo) e alle 18.30, la santa messa in latino celebrata da Paolo Gibertini a ricordo dei monaci e degli agricoltori succedutosi nei secoli e, alle 21 al teatro comunale, di nuovo l'anteprima del film 'Sulle tracce di un Re”.
L'autore
Davide Cadei è figlio degli anni settanta, cresciuto in quell'ambiente emiliano da sempre ricco e stimolante da un punto di vista artistico, negli ultimi anni è allievo dell'eclettico Mario Pavesi. Davide, conosciuto come "Caddo", imprime il suo tocco personale sulla carta spaziando tra tecniche a tempera e ad olio, non tralasciando il fascino del carboncino e la sottile magia della china. Davide lo si può incontrare lungo i sentieri dell'Appennino reggiano, ad immortalare sulla carta scorci unici, cogliendo, con il suo sguardo artistico, opere dell'uomo e della natura, intingendo la penna nel caleidoscopio di luci e colori dell'alternanza delle stagioni-
Davide Cadei è anche l'artista che ha trascorso le sue ultime ferie in Nepal insegnando tecniche pittoriche ai bambini tibetani che vivono sul "tetto del mondo". «Credo nel valore di questo logo - spiega Cadei - e, volutamente, ho inteso sottolineare il legame tra Matilde di Canossa e i monaci: un legame tanto forte che, a distanza di otto secoli e mezzo, fa ancora parlare».
Il progetto Latterie d'Appennino
«Latterie d'Appennino è il progetto che portiamo avanti per il quarto anno - spiega la presidente della Comunità montana dell'Appennino reggiano - con l'obiettivo di legare ancora di più il prodotto al territorio e viceversa. Portando, così, anche turisti in montagna all'insegna del Parmigiano Reggiano, prodotto capace di portate identità e valore, anche economico, al nostro comprensorio».
I protagonisti del progetto
Il progetto della Comunità montana dell'Appennino reggiano "Latterie d'Appennino 2008, dal sole alla neve" ha per protagonisti: Latteria sociale Selvapiana, Latteria sociale Cigarello, Latteria sociale S. Pietro, Latteria sociale Migliara, Latteria sociale S. Giorgio, Latteria sociale Cagnola, Latteria sociale Carnola, Latteria sociale Casale, Latteria sociale Fornacione, Latteria sociale Garfagnolo, Latteria sociale Madonna della Pietra di Bismantova, Latteria sociale del Parco, Latteria sociale Cavola, Latteria sociale Quara, Latteria sociale Minozzo, Azienda agricola Fiori Pier Paolo.
Proprio il formaggio di quest'ultima azienda darà il via alle iniziative, venerdì 15 agosto, in occasione della Festa Estate a Santo Stefano di Vetto (Re), con il Parmigiano Reggiano nel menu e in degustazione nei tre giorni di festa ferragostana.
I sostenitori
Il progetto Latterie d'Appennino 2009 è svolto dalla Comunità montana dell'Appennino reggiano in collaborazione con: Consorzio del Formaggio Parmigiano Reggiano, Consorzio Conva, Nazionale del Parmigiano Reggiano, Provincia di Reggio Emilia, Regione Emilia Romagna, Camera di commercio di Reggio Emilia, Parco nazionale Appennino Tosco Emiliano, Gal Antico Frignano e Appennino reggiano, Comune di Bibbiano, Comune di Carpineti, Centro diocesano di spiritualità e cultura di Marola, Parrocchia S. Maria Assunta di Bibbiano, Caseus Montanus, Cinema Teatro Bismantova, Associazione stampa reggiana, Istituto Motti, Accademia italiana cucina, Strada dei vini e dei sapori "Colli di Scandiano e Canossa", è-Tv, Società d'agraria di Reggio Emilia.

