Scoprire gli italiani amanti della vicina Svizzera è un fatto inatteso. Lo è stato anche per Enrico Finzi, presidente di Astra Ricerche, che ha condotto, per conto del Consorzio dei produttori di formaggi svizzeri in Italia, la ricerca 'L'immagine della Svizzera e degli elvetici in Italia” nel gennaio 2009 su un campione rappresentativo di 45 milioni di italiani adulti. Questi e altri spunti di riflessione sono stati presentati, presso lo spazio eventi del Centro svizzero di Milano, nel corso di un talk show al quale sono intervenuti, oltre a Finzi, il console generale svizzero David Vogelsanger, Antonio Bulgheroni amministratore delegato della Lindt Italia, Giovanna Frova della Switzerland Cheese Marketing, Tiziano Pelli direttore di 'Svizzera turismo” e Fabrizio Rindi, presidente della Camera di commercio svizzera in Italia.

 La ricerca
Dalle 1.017 interviste telefoniche a un campione rappresentativo degli italiani tra i 15 e i 74 anni, risulta che lo Stato elvetico è noto al 98,7% dei nostri connazionali. Gli italiani si recano in Svizzera per motivi connessi alla cultura, al turismo e allo sport, per lavoro e studio, per la cura della salute.
L'immagine della Confederazione e della sua gente è rimasta a lungo fissa e stereotipa, oggi è fortemente migliorata pur garantendo la tutela dell'ambiente e difendendo le sue tradizioni. L'unico peggioramento, registrato dal 29% degli intervistati, riguarda la crescita dell'intolleranza e della xenofobia.

Il 95% degli italiani conosce uno dei formaggi svizzeri
Le attività e i prodotti svizzeri giudicati espressione di eccellenza sono la cioccolata, gli orologi, i formaggi, le attività bancarie, gli ospedali e i treni sempre in orario. Ben il 95% degli italiani conosce uno dei formaggi svizzeri. Il leader assoluto è l'Emmentaller, seguito dal Gruyere, dallo Sbrinz, dalla Raclette, dall'Appenzeller, dal Tilsiter, dal Tête de Moine e dal Vacherin Mont-d'Or.

Quanto ai canali distributivi utilizzati per l'acquisto dei formaggi svizzeri, stravincono le grandi superfici della moderna distribuzione, visto che i supermercati e gli ipermercati sono il luogo deputato per il 79% di chi li compera. Staccatissimi i negozi alimentari (11%), seguiti dai negozi specializzati (6%). Quanto alle modalità di acquisto il 48% li compra già confezionati, il 45% tagliati al momento. Due sono comunque le riserve più diffuse: i prezzi troppo elevati e l'inadeguatezza distributiva (specie in Abruzzo, Molise, Sardegna e nelle province laziali esclusa Roma).