Tutti i segreti della pasta fresca pugliese. Li ha svelati il corso Endas a Bari
Bari ha ospitato il corso di preparazione della pasta fresca tradizionale organizzato dall’Associazione culturale “La Compagnia della Lunga Tavola”, in sinergia con Agorà Mediterranea e Assicral e il patrocinio di Endas Gusto&Tradizioni. Due giorni di intenso lavoro per addetti e corsiste
Gli scorsi 14 e 15 dicembre si è svolto a Bari, nella sala del ristorante Nuviani, il corso di preparazione della pasta fresca tradizionale organizzato dall'Associazione culturale 'La Compagnia della Lunga Tavola”, in sinergia con Agorà Mediterranea e Assicral e il patrocinio di Endas Gusto&Tradizioni.
Due giorni di intenso ma appagante lavoro hanno caratterizzato lo svolgimento della manifestazione, supervisionata dall'Accademia Italiana Gastronomia Storica, durante i quali le partecipanti hanno potuto imparare i formati tipici della gastronomia pugliese.
Fricelli, sagne ‘ncannulate, capunti, tria, troccoli, minuìcchi e cavatelli a 3, 5 e 8 dita sono stati realizzati sotto l'attenta direzione di Sandro Romano, gastronomo e ambasciatore prefetto per la Puglia dell'Accademia, che ha avuto modo di evidenziare alle allieve come l'obiettivo principale di questi corsi sia alimentare la passione per la buona cucina, insegnandone le tecniche ma cercando soprattutto di coltivare l'aspetto gioioso della preparazione di un piatto.
Questo il concetto trasmesso dal direttore alle corsiste: «Non siate mai gelose delle vostre ricette, anzi cercate di trasmetterle e diffonderle a quanta più gente possibile, insegnate tutto, anche i più piccoli trucchi, poiché, a parità di ingredienti, la differenza tra un piatto strepitoso ed uno mediocre sta soprattutto nell'amore che ci metterete nel prepararlo».
Anche se non inseriti tra gli argomenti del corso, la preparazione dei corzetti stampati liguri, dei malloreddus sardi e degli spaghetti alla chitarra abruzzesi hanno suscitato grandissimo interesse e soddisfazione.
Particolare attenzione è stata dedicata alla preparazione delle orecchiette baresi, sicuramente il tipo di pasta più conosciuto della cucina pugliese ed
anche il più difficile da preparare, in quanto richiede una padronanza del gesto tecnico che si acquisisce solo con un costante allenamento.
Ma la signora Margherita, esperta preparatrice di questo particolare formato, è riuscita, con grande dedizione, a seguire le allieve una per una fornendo le basi per l'apprendimento della complessa gestualità.
Luigi Favia, presidente regionale dell'Endas, nel suo intervento introduttivo ha avuto modo di evidenziare quanto importante sia il mantenimento della tradizione gastronomica regionale, attraverso il recupero anche di antiche ricette oggi diventate poco usuali.
Apprezzatissimo è stato anche l'intervento del demologo Felice Giovine, direttore dell'Archivio delle tradizioni popolari baresi, che ha intrattenuto tutti con divertenti aneddoti e ha risposto alle loro curiose domande, mentre un curato piatto di orecchiette al purè di fave, funghi cardoncelli e cipolla soffritta deliziava il palato dei presenti.
Roberta Altieri, responsabile organizzativo del corso, Sandro Romano, Luigi Favia e la maestra Margherita, hanno chiuso la manifestazione con la consegna degli attestati e di una dispensa didattica densa di gustose ricette.
«Ci siamo molto divertite imparando e, soprattutto, siamo state bene. Aspettiamo nuove iniziative» è stato il commento entusiasta delle partecipanti.
Sponsor del corso il pastificio Martimucci per la semola di grano duro 'Senatore Cappelli” utilizzata, l'azienda agricola Nicola Chiaromonte per l'ottimo primitivo di Gioia del Colle doc, oltre a 'Il Panettiere” di Altamura e allo storico panificio Fiore di Bari vecchia per il pane e la golosa focaccia.
Due giorni di intenso ma appagante lavoro hanno caratterizzato lo svolgimento della manifestazione, supervisionata dall'Accademia Italiana Gastronomia Storica, durante i quali le partecipanti hanno potuto imparare i formati tipici della gastronomia pugliese.
Fricelli, sagne ‘ncannulate, capunti, tria, troccoli, minuìcchi e cavatelli a 3, 5 e 8 dita sono stati realizzati sotto l'attenta direzione di Sandro Romano, gastronomo e ambasciatore prefetto per la Puglia dell'Accademia, che ha avuto modo di evidenziare alle allieve come l'obiettivo principale di questi corsi sia alimentare la passione per la buona cucina, insegnandone le tecniche ma cercando soprattutto di coltivare l'aspetto gioioso della preparazione di un piatto. Questo il concetto trasmesso dal direttore alle corsiste: «Non siate mai gelose delle vostre ricette, anzi cercate di trasmetterle e diffonderle a quanta più gente possibile, insegnate tutto, anche i più piccoli trucchi, poiché, a parità di ingredienti, la differenza tra un piatto strepitoso ed uno mediocre sta soprattutto nell'amore che ci metterete nel prepararlo».
Anche se non inseriti tra gli argomenti del corso, la preparazione dei corzetti stampati liguri, dei malloreddus sardi e degli spaghetti alla chitarra abruzzesi hanno suscitato grandissimo interesse e soddisfazione.
Particolare attenzione è stata dedicata alla preparazione delle orecchiette baresi, sicuramente il tipo di pasta più conosciuto della cucina pugliese ed
anche il più difficile da preparare, in quanto richiede una padronanza del gesto tecnico che si acquisisce solo con un costante allenamento. Ma la signora Margherita, esperta preparatrice di questo particolare formato, è riuscita, con grande dedizione, a seguire le allieve una per una fornendo le basi per l'apprendimento della complessa gestualità.
Luigi Favia, presidente regionale dell'Endas, nel suo intervento introduttivo ha avuto modo di evidenziare quanto importante sia il mantenimento della tradizione gastronomica regionale, attraverso il recupero anche di antiche ricette oggi diventate poco usuali.
Apprezzatissimo è stato anche l'intervento del demologo Felice Giovine, direttore dell'Archivio delle tradizioni popolari baresi, che ha intrattenuto tutti con divertenti aneddoti e ha risposto alle loro curiose domande, mentre un curato piatto di orecchiette al purè di fave, funghi cardoncelli e cipolla soffritta deliziava il palato dei presenti.
Roberta Altieri, responsabile organizzativo del corso, Sandro Romano, Luigi Favia e la maestra Margherita, hanno chiuso la manifestazione con la consegna degli attestati e di una dispensa didattica densa di gustose ricette.
«Ci siamo molto divertite imparando e, soprattutto, siamo state bene. Aspettiamo nuove iniziative» è stato il commento entusiasta delle partecipanti.
Sponsor del corso il pastificio Martimucci per la semola di grano duro 'Senatore Cappelli” utilizzata, l'azienda agricola Nicola Chiaromonte per l'ottimo primitivo di Gioia del Colle doc, oltre a 'Il Panettiere” di Altamura e allo storico panificio Fiore di Bari vecchia per il pane e la golosa focaccia.

