Marroni di Monfenera sono Igp. Aumentano le denominazioni venete
Anche i marroni di Monfenera sono ufficialmente a Indicazione geografica protetta. Nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 320 è stato infatti pubblicato il Regolamento 1132, firmato dal commissario Mariann Fischer Boel. Salgono così i riconoscimento di qualità per il Veneto
Anche i marroni di Monfenera sono da oggi ufficialmente a Indicazione geografica protetta. Nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 320 è stato infatti pubblicato il Regolamento 1132, firmato dal commissario Mariann Fischer Boel, relativo alla registrazione della denominazione.
I marroni di Monfenera sono frutti allo stato fresco proventi dall'ecotipo locale di piante della specie Castanea sativa e si producono nella pedemontana trevigiana che si stende dal confine con la provincia di Vicenza fino alla destra Piave e comprende i territori dei Comuni di Borso del Grappa, Crespano del Grappa, Paderno del Grappa, Possagno, Cavaso del Tomba, Pederobba, San Zenone degli Ezzelini, Fonte, Asolo, Maser, Castelcucco, Monfumo, Cornuda, Montebelluna, Caerano di San Marco, Crocetta del Montello, Volpago del Montello, Giavera del Montello, Nervesa della Battaglia.
L'Igp si riferisce esclusivamente ai frutti appartenenti alle categoria Extra e I, categorie che devono essere indicate nelle confezioni. La qualità dei terreni e il particolare clima creano un equilibrio ambientale particolarmente favorevole alla coltivazione dei marroni del Monfenera Igp caratterizzati dal sapore molto dolce della polpa, struttura omogenea e compatta del frutto e consistenza pastoso farinosa.
La coltivazione dei marroni del Monfenera”risale al periodo medioevale, come testimoniato da un documento del 1351 che regolava la raccolta tra i capi famiglia della zona. La tutela dei castagneti è confermata anche nelle fonti notarili dei secoli successivi, che denunciavano alle autorità tagli abusivi dei castagneti o presenza di animali da pascolo fuori stagione che compromettevano la raccolta delle castagne. La tradizione di tale coltivazione si è mantenuta fino ai nostri giorni grazie anche al sorgere di numerose manifestazioni, tra le quali la mostra mercato dei marroni del Monfenera, inaugurata nel 1970.
«Per il Veneto è l'ulteriore riconoscimento di qualità per un'altra delle sue eccellenti produzioni di territorio – ha sottolineato il vicepresidente della Giunta regionale Franco Manzato – che va ad arricchire il già nutrito elenco di prodotti riconosciuti e tutelati dalla Comunità. E non è finita qui, perché sono in dirittura d'arrivo, dopo la pubblicazione del disciplinare nella Gazzetta ffficiale dell'Unione, anche l'insalata di Lusia (la pubblicazione è del 18 aprile scorso), la Dop per l'aglio bianco Polesano (6 maggio), i marroni di Combai (9 maggio), la pesca di Verona Igp (9 giugno) e il formaggio Piave Dop (29 settembre)”.
«Con i marroni del Monfenera, i nostri prodotti Dop e Igp diventano 186, confermando il primato dell'Italia in Europa per l'eccellenza e la qualità in campo agroalimentare. - ha dichiarato il ministro delle Politiche agricole e forestali Luca Zaia - Un ulteriore riconoscimento ai nostri contadini, alla tradizionalità e alla tipicità della nostra agricoltura, un nuovo prodotto che racconta l'identità del nostro territorio».
I marroni di Monfenera sono frutti allo stato fresco proventi dall'ecotipo locale di piante della specie Castanea sativa e si producono nella pedemontana trevigiana che si stende dal confine con la provincia di Vicenza fino alla destra Piave e comprende i territori dei Comuni di Borso del Grappa, Crespano del Grappa, Paderno del Grappa, Possagno, Cavaso del Tomba, Pederobba, San Zenone degli Ezzelini, Fonte, Asolo, Maser, Castelcucco, Monfumo, Cornuda, Montebelluna, Caerano di San Marco, Crocetta del Montello, Volpago del Montello, Giavera del Montello, Nervesa della Battaglia. L'Igp si riferisce esclusivamente ai frutti appartenenti alle categoria Extra e I, categorie che devono essere indicate nelle confezioni. La qualità dei terreni e il particolare clima creano un equilibrio ambientale particolarmente favorevole alla coltivazione dei marroni del Monfenera Igp caratterizzati dal sapore molto dolce della polpa, struttura omogenea e compatta del frutto e consistenza pastoso farinosa.
La coltivazione dei marroni del Monfenera”risale al periodo medioevale, come testimoniato da un documento del 1351 che regolava la raccolta tra i capi famiglia della zona. La tutela dei castagneti è confermata anche nelle fonti notarili dei secoli successivi, che denunciavano alle autorità tagli abusivi dei castagneti o presenza di animali da pascolo fuori stagione che compromettevano la raccolta delle castagne. La tradizione di tale coltivazione si è mantenuta fino ai nostri giorni grazie anche al sorgere di numerose manifestazioni, tra le quali la mostra mercato dei marroni del Monfenera, inaugurata nel 1970.
«Per il Veneto è l'ulteriore riconoscimento di qualità per un'altra delle sue eccellenti produzioni di territorio – ha sottolineato il vicepresidente della Giunta regionale Franco Manzato – che va ad arricchire il già nutrito elenco di prodotti riconosciuti e tutelati dalla Comunità. E non è finita qui, perché sono in dirittura d'arrivo, dopo la pubblicazione del disciplinare nella Gazzetta ffficiale dell'Unione, anche l'insalata di Lusia (la pubblicazione è del 18 aprile scorso), la Dop per l'aglio bianco Polesano (6 maggio), i marroni di Combai (9 maggio), la pesca di Verona Igp (9 giugno) e il formaggio Piave Dop (29 settembre)”.
«Con i marroni del Monfenera, i nostri prodotti Dop e Igp diventano 186, confermando il primato dell'Italia in Europa per l'eccellenza e la qualità in campo agroalimentare. - ha dichiarato il ministro delle Politiche agricole e forestali Luca Zaia - Un ulteriore riconoscimento ai nostri contadini, alla tradizionalità e alla tipicità della nostra agricoltura, un nuovo prodotto che racconta l'identità del nostro territorio».

