Il Cappero di Pantelleria, affascinante frutto mediterraneo
Pubblichiamo questo servizio grazie alla collaborazione con www.oliovinopeperoncino.it
Ci sono prodotti della terra che non hanno bisogno di pubblicità o strategie di marketing ma che vivono di una sorta di eterna fama riservandosi un posto speciale nell'Olimpo dei sapori. I capperi di Pantelleria sono tra questi. Alle prime luci dell'alba, come ogni mattina da
maggio a settembre, sull'isola di Pantelleria i contadini percorrono i sentieri stretti tra i muretti a secco di roccia lavica che portano ai loro piccoli e frammentanti appezzamenti scavati sulle pareti scoscese sul mare. è la lunga stagione dei capperi della cultivar Nocellara, selezionata nella storia dai panteschi e impiantata in sesti di 2 metri x 2 sulle terrazze cesellate di tutta l'isola tra piante di zibibbo, da cui nasce il glorioso passito, e gli stupefacenti olivi striscianti della varietà bianco-lilla.
I capperi, prima di essere colti e lavorati, maturano lentamente sulla pianta. è in questa fase che i profumi e gli aromi dell'isola irrompono prepotentemente al loro interno: il caldo temperato dall'acqua di mare, il vento, i boschi di pini, le erbe aromatiche ma soprattutto la forza minerale della terra vulcanica di Pantelleria che penetra dal basso, attraverso le radici. Piccoli, medi e grandi: a tavola, una questione di gusti. La cosa che conta però, per chi fa del cappero una professione, è che vengano colti per tempo prima che trasformino l'isola con la loro fioritura in spettacolo affascinante, quasi extraterrestre con spot bianchi, viola e fucsia immersi nel verde più profondo: un piacere per la vista che rende il prodotto non più commerciabile.
I preziosi boccioli vengono raccolti nell'arco della giornata dall'intera famiglia, sempre meno partecipe nelle nuove leve, per poi essere sistemati accuratamente la sera in piccoli tini a maturare lentamente in salamoia, secondo la tradizione pantesca, tramandata di generazione in generazione. Questi bottoni fiorali vengono dunque ricoperti di sale marino grosso per circa il 40% del peso e mescolati delicatamente per una decina di giorni. Trascorso questo periodo i capperi vengono separati dalla salamoia che si è naturalmente formata e miscelati nuovamente con il sale per il 20% del loro peso per altri 10 giorni. Quando tutto ciò viene fatto con la cura necessaria le proprietà organolettiche del prodotto dureranno invariate per diversi anni.
è grazie a questo naturale processo che il sapore del cappero appena colto, amaro e sgradevole, si trasforma, maturando quegli aromi di cui si è nutrito prima di essere colto, diventando un piccolo estratto di mediterraneo con i suoi sapori profondi e decisi, le intense fragranze e la piacevole consistenza carnosa. L'utilizzo di buoni capperi porta un soffio di estate mediterranea all'interno dei piatti in ogni stagione regalando emozioni e piaceri. Per il loro uso in cucina, infine, non sono necessari particolari accorgimenti: un leggero lavaggio sotto acqua corrente per togliere il sale di conserva o, se si desidera un sapore più morbido, un ammollo di un'ora prima dell'uso.
Duccio Morozzo della Rocca
Ci sono prodotti della terra che non hanno bisogno di pubblicità o strategie di marketing ma che vivono di una sorta di eterna fama riservandosi un posto speciale nell'Olimpo dei sapori. I capperi di Pantelleria sono tra questi. Alle prime luci dell'alba, come ogni mattina da
maggio a settembre, sull'isola di Pantelleria i contadini percorrono i sentieri stretti tra i muretti a secco di roccia lavica che portano ai loro piccoli e frammentanti appezzamenti scavati sulle pareti scoscese sul mare. è la lunga stagione dei capperi della cultivar Nocellara, selezionata nella storia dai panteschi e impiantata in sesti di 2 metri x 2 sulle terrazze cesellate di tutta l'isola tra piante di zibibbo, da cui nasce il glorioso passito, e gli stupefacenti olivi striscianti della varietà bianco-lilla.I capperi, prima di essere colti e lavorati, maturano lentamente sulla pianta. è in questa fase che i profumi e gli aromi dell'isola irrompono prepotentemente al loro interno: il caldo temperato dall'acqua di mare, il vento, i boschi di pini, le erbe aromatiche ma soprattutto la forza minerale della terra vulcanica di Pantelleria che penetra dal basso, attraverso le radici. Piccoli, medi e grandi: a tavola, una questione di gusti. La cosa che conta però, per chi fa del cappero una professione, è che vengano colti per tempo prima che trasformino l'isola con la loro fioritura in spettacolo affascinante, quasi extraterrestre con spot bianchi, viola e fucsia immersi nel verde più profondo: un piacere per la vista che rende il prodotto non più commerciabile.
I preziosi boccioli vengono raccolti nell'arco della giornata dall'intera famiglia, sempre meno partecipe nelle nuove leve, per poi essere sistemati accuratamente la sera in piccoli tini a maturare lentamente in salamoia, secondo la tradizione pantesca, tramandata di generazione in generazione. Questi bottoni fiorali vengono dunque ricoperti di sale marino grosso per circa il 40% del peso e mescolati delicatamente per una decina di giorni. Trascorso questo periodo i capperi vengono separati dalla salamoia che si è naturalmente formata e miscelati nuovamente con il sale per il 20% del loro peso per altri 10 giorni. Quando tutto ciò viene fatto con la cura necessaria le proprietà organolettiche del prodotto dureranno invariate per diversi anni.è grazie a questo naturale processo che il sapore del cappero appena colto, amaro e sgradevole, si trasforma, maturando quegli aromi di cui si è nutrito prima di essere colto, diventando un piccolo estratto di mediterraneo con i suoi sapori profondi e decisi, le intense fragranze e la piacevole consistenza carnosa. L'utilizzo di buoni capperi porta un soffio di estate mediterranea all'interno dei piatti in ogni stagione regalando emozioni e piaceri. Per il loro uso in cucina, infine, non sono necessari particolari accorgimenti: un leggero lavaggio sotto acqua corrente per togliere il sale di conserva o, se si desidera un sapore più morbido, un ammollo di un'ora prima dell'uso.
Duccio Morozzo della Rocca

