L'olivicoltura del Lazio vanta una qualità che perdura da secoli e che, non a caso, ha ottenuto per prima in Italia il riconoscimento comunitario della denominazione di origine protetta per l'olio extravergine di oliva Dop Sabina. '«Con una tipicità e territorialità che è un valore riconosciuto sempre più dal mercato», ha detto il presidente di Unaprol e della Coldiretti Lazio Massimo Gargano all'incontro dell'Associazione produttori olivicoli (Apol) di Roma.
Il Lazio ha fatto da apripista, è stato sottolineato negli interventi, ''al percorso imprenditoriale orientato alla valorizzazione del prodotto e del territorio seguito poi da altri 37 riconoscimenti di oli extra vergini a Dop in tutto il Paese che conferiscono all'Italia un vantaggio competitivo non indifferente».

L'olivicoltura regionale si estende su circa 89mila ettari. La produzione in olio di oliva totale della regione, lavorata da circa 350 frantoi, supera abbondantemente i 200 mila quintali l'anno e oscilla tra il 4 e 5% del totale di tutto l'olio di oliva prodotto in Italia. Sono circa 1.200 i produttori ed i trasformatori di olio extravergine di oliva a Dop nelle province di Viterbo, Rieti e Roma che impegnano quasi 4 mila ettari per produrre oli extra vergini di oliva di eccellenza a denominazione di origine protetta. Il fatturato medio alla produzione di oli a Dop laziali, stima l'Unaprol, sfiora i 2 milioni di euro l'anno e rappresenta il 2,4% del totale nazionale.