La "Notte dei Culatelli" assegna il Premio Antica Corte Pallavicina
La manifestazione rappresenta il tributo della famiglia Spigaroli nei confronti degli amici, dei clienti, dei sapori e delle tradizioni più autentiche della Bassa Parmense, ma anche un'occasione per sostenere direttamente un progetto internazionale di tutela della terra e del paesaggio. Quest'anno il contributo raccolto nel corso della serata è andato al presidio internazionale Slow Food del Sirene verde di Tcherni Vit, in Bulgaria, un formaggio simile al feta diffuso in tutta la zona balcanica, oggetto di una particolare lavorazione. Con Massimo e Luciano Spigaroli, a condividere questa magica notte, c'erano alcuni rappresentanti di spicco della cultura, dell'economia, della politica e del giornalismo, che hanno ricevuto il Premio Antica Corte Pallavicina: Gualtiero Marchesi, icona dell'enogastronomia italiana in tutto il mondo, che ha ricordato le sue origini contadine, il giornalista Lamberto Sposini, apprezzato e affermato gourmet, incantato dai paesaggi della Bassa Parmense, Chiara Lungarotti, produttrice e presidente del Movimento Turismo del Vino, che ha messo l'accento sulla lungimiranza di Massimo e Luciano Spigaroli, autentici paladini dell'affermazione turistica delle terre del culatello, Roberto Burdese, presidente Slow Food Italia, che ha ribadito la profonda identità di vedute tra il movimento fondato da Carlin Petrini e le iniziative della famiglie Spigaroli; e poi il giornalista del quotidiano inglese Guardian Matthew Fort, grande appassionato dell'enogastronomia italiana, Luigi Cremona, curatore della Guida ai Vini Buoni d'Italia edita dal Touring Club e Bruna Tosi, cuoca del ristorante Colombo di Santa Franca.
Dopo il talk show condotto da Alfredo Antonaros (Gambero Rosso Channel) e dopo l'aperitivo servito nelle suggestive cantine dell'Antica Corte Pallavicina, laddove stagionano i culatelli, la serata è proseguita con la cena di gala servita nell'aia della corte e la consegna del riconoscimento a tutti i premiati.
L'Antica Corte Pallavicina
Dopo quasi 20 anni di lavori di restaurazione la Corte ha riaperto al pubblico. Quelle cantine dove i marchesi Pallavicino stagionavano i salumi sono ritornate a riempirsi di culatelli, la vecchia sala di stagionatura del formaggio ha ripreso la sua antica funzione, la ghiacciaia e la prigione sono riemerse dal fango e al primo piano le stanze calde e confortevoli sono pronte ad ospitare ospiti esigenti.
Quello che circonda l'Antica Corte è un luogo legato alla cultura del cibo e dei prodotti: c'è la possibilità di apprendere come si prepara la pasta fresca, i salumi, le marmellate e tanto altro, ma anche vedere gli animali di razze antiche, come i maiali neri dell' antica razza Nera Parmigiana o le mucche bianche dalle lunghe corna, le oche, le anatre mute pezzate nere, i galli e le galline con incredibili creste rosse, che oggi, come un tempo, popolano la corte. Si può seguire un percorso legato alla coltivazione di alberi da frutta (più di 150 tipologie) e andare per argini a piedi o in bicicletta lungo il Po arrivando alle vicine Busseto e Zibello. Per gli amanti dei percorsi turistici ci si può imbarcare, anche con la bici, sulla motonave 'Il Rigoletto” e navigare avanti e indietro il Grande Fiume, trascorrere giornate intere a Cremona, città dei violini e dei torroni, a Sabbioneta ancora rinchiusa nelle proprie mura, a Colorno piccola Versailles del ducato e al mercato di Casalmaggiore.
Le Cantine della Corte, costruite nel 1320 dai marchesi Pallavicino, venivano da loro utilizzate per stagionarvi salumi, formaggi, per affinarvi i loro vini e immagazzinare i prodotti del loro contado. Un luogo ricco di storia, ove stagionavano i culatelli che inviavano ai duchi di Milano (gli Sforza) utilizzandoli per i banchetti al castello Sforzesco, oppure come dono prezioso per ingraziarsi la più alta nobiltà d'Europa o temibili condottieri.
Un'ampia parte di queste cantine è dedicata a ospitare corsi di cucina e master sul Culatello, piccoli eventi come suggestive cene, magari al lume di candela, ma anche piccoli convegni ove si parla d'arte, di vini, di prodotti tipici, del fiume Po e di storia del territorio.
Le camere sono tutte al primo piano servite da ascensore. Sono semplicemente eleganti, corredate da tutti i comfort e curate al dettaglio, con grandi vasche da bagno e arredamenti d'epoca alleggeriti da inserti moderni, con saponi sempre artigianali. Dotate di camini funzionanti, presentano bagni ricercati con lavabi realizzati dagli artigiani del posto, con stuoie delle docce in legno di pioppo, un piccolo bar e una moscarola sempre rifornita dei prodotti dell'azienda: Parmigiano-Reggiano, pane e salame e vino.

