Anche il Prosciutto di Parma è ai blocchi di partenza per le imminenti le Olimpiadi di Pechino 2008. La 'vetrina” dello sport in Cina, infatti, potrebbe essere il trampolino di lancio per un prodotto del made in Italy che è sempre più protagonista all'estero, in particolare in Francia, Usa e Germania, ma anche - fenomeno recente - sui mercati emergenti di Giappone, Corea e Australia. Ad anticiparlo è il responsabile marketing  Italia del Consorzio del Prosciutto di Parma, Claudio Leporati, a margine della presentazione a Napoli del Festival del Prosciutto di Parma, in programma a Langhirano (Pr) nei weekend di settembre. «Aspettiamo un riscontro in Cina dove saremo non solo sulle tavole degli atleti», spiega Leporati, incoraggiato da numeri più che positivi che riguardano il mercato fuori dall'Italia.

Nel 2007 il Consorzio ha esportato all'estero oltre 2 milioni di prosciutti, il 20% della produzione totale (circa 10 milioni), cioè quasi il 10% in più rispetto al 2006, con un fatturato di 180 milioni di euro e un giro d'affari al consumo di 400 milioni di euro. Il risultato migliore proviene in particolare dai preaffettati, punto di forza continentale ed extracontinentale con 36 milioni di confezioni vendute e un incremento del 19% rispetto allo scorso anno. Un dato significativo, se si pensa che su 1 milione di prosciutti destinati al preaffettato, 704mila vengono distribuiti in centri commerciali e supermarket stranieri.

La specialità tipica emiliana continua a primeggiare soprattutto sulle tavole degli italiani, con quasi 8 milioni di prosciutti distribuiti nei salumifici, iperstore e supermarket, per un giro d'affari di 1.300 milioni di euro all'anno. Il maggiore consumo proviene proprio dalle regioni dell'Italia settentrionale, con circa il 60% del totale. Seguono poi a pari merito il Centro e il Meridione (20%). Va bene anche il preaffettato con 14 milioni di confezioni vendute (235mila prosciutti) e un incremento delle vendite del 33% rispetto al 2006. Tra le regioni italiane, la Campania si conferma "ghiotta" di prosciutto, in particolare Napoli e la provincia, con circa 400mila prosciutti all'anno distribuiti sul territorio regionale.

«Qui in Campania continua a trionfare l'accostamento prosciutto e mozzarella Dop», sottolinea il manager emiliano. «Un abbinamento felice e tipicamente estivo, molto utilizzato per il famoso antipasto all'italiana. Napoli è una delle poche città ad essere paragonabile alle città del Nord per tradizione culinaria e per l'interesse al nostro prodotto». Il Consorzio del Prosciutto di Parma conta 167 aziende produttrici, quasi 5mila allevamenti suinicoli, 128 macelli e 3mila addetti alla lavorazione.

Fonte: Agi