L'Emilia Romagna detiene il secondo patrimonio suinicolo, dopo la Lombardia, con un peso del 16% sul totale nazionale e 1,3 milioni capi. Le aziende di allevamento sono circa 4.500 e sono concentrate prevalentemente tra Parma e Modena. In Emilia Romagna assume un rilievo ampio l'intera filiera del suino, comprendendo le attività di macellazione e trasformazione delle carni. In tale quadro è estremamente rilevante il peso delle produzioni certificate Dop, prima  fra tutte quella del Prosciutto di Parma. Il Consorzio del Prosciutto di Parma è attivo dal 1963. Altre produzioni certificate di rilievo sono: il Prosciutto di Modena Dop, il Culatello di Zibello Dop, la Coppa Piacentina Dop, il Cotechino Modena Igp, la Mortadella Bologna Igp e il Salame Piacentino Dop.


Il patrimonio suinicolo in Emilia Romagna e in Italia

PROVINCIA TOT. SUINI
%
PIACENZA 123.667 9,2
PARMA 180.357 13,4
REGGIO EMILIA 411.894 30,6
MODENA 491.646 36,6
BOLOGNA 63.072 4,6
FERRARA 29.646 2,2
RAVENNA 82.082 6,11
FORLI'-CESENA 154.402 11,4
RIMINI 15.664 1,1


TOT. EMILIA ROMAGNA

 

1.342.878

 

100


TOT. ITALIA


9.281.083


100


% Emilia Rom./Italia


 

16

 

Prosciutto di Parma
 4.987 allevamenti suinicoli, 167 aziende produttrici, 9.519.000 prosciutti marchiati nel 2007, per un valore alla produzione e al consumo rispettivamente di 820 e 1700 milioni di euro. Sono questi i numeri relativi ad un prodotto d'eccellenza dell'Emilia Romagna: il Prosciutto di Parma Dop.
Per difendere e tutelare la qualità di questo prodotto, sempre più diffuso nel mondo, come dimostrano i 180 milioni di euro di fatturato export, è nato nel '63 il Consorzio volontario del Prosciutto di Parma, organizzazione dei produttori (allora 23, oggi 189) che utilizzano e salvaguardano il metodo tradizionale di lavorazione.
Il Consorzio si occupa anche dell'assistenza alle aziende produttrici, della gestione della politica economica del comparto, della vigilanza e della tutela delle disposizioni di legge e dei regolamenti, della protezione del nome "Prosciutto di Parma" e del relativo marchio (Corona Ducale). A riconoscimento della qualità di questo prosciutto, l'Unione Europea gli ha attribuito la Denominazione d'Origine Protetta (Dop) già nel 1996, una tra le prime in Europa. La "corona" a cinque punte impressa a fuoco che contraddistingue il Crudo di Parma non è l'unico marchio presente sulla cotenna del prosciutto, dove è possibile seguire la storia di quel prosciutto riconoscendo ogni componente della filiera e tutti i passaggi della catena produttiva.