In Veneto prevale il suino grasso. Verona capofila insieme al Prosciutto Berico
La suinicoltura veneta rappresenta circa l'8% di quella nazionale con un totale di 736 mila capi e vede in crescita la quota destinata ai prodotti Dop.
La quantità di carne suina commercializzata in Veneto nel 2007 è stata pari a 127.000 (-0,4%) tonnellate, consentendo al comparto suinicolo regionale di fatturare circa 156 milioni di euro. Come per la gran parte della produzione nazionale, quella veneta si caratterizza per la netta prevalenza del suino grasso, particolarmente indicato per l'industria di trasformazione per prosciutti e salumi destinati ai circuiti Dop.
D'altro canto negli ultimi anni si deve osservare un forte processo di ristrutturazione del comparto che vede la chiusura degli allevamenti piccoli e medi e la tenuta dei grandi, soprattutto come numero di capi allevati. La maggior parte dei capi è allevata nella provincia di Verona (circa 32% del totale), seguono non lontano le province di Treviso (circa il 21%) e di Padova (19%).
Analizzando la produzione di carne suina del 2008, si deduce che nei primi tre trimestri non ci sono state variazioni significative rispetto allo scorso anno. Infatti, il numero totale dei capi macellati risulta sostanzialmente stazionario rispetto al 2007. Se il quadro dell'offerta è stazionario, dal lato degli scambi commerciali si nota una leggera caduta dei prezzi nel corso dei primi tre trimestri del 2008. Importanti nel settore sono il prosciutto di Montagnana e quello Veneto Berico Euganeo e che rappresentano la filiera di produzione del prosciutto Veneto Dop.
Il Prosciutto Veneto Berico-Euganeo
Il Prosciutto Veneto Berico-Euganeo Dop è prodotto in 15 comuni nella fascia pedecollinare berico-euganea al confine delle province di Padova, Vicenza e Verona. è un prosciutto crudo stagionato a denominazione di origine protetta, derivato dalle cosce fresche di suini nati, allevati e macellati in cinque regioni (Vento, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Umbria) e identificato da un contrassegno istituito per legge ed apposto a fuoco sulla cotenna.
In un'area caratterizzata da un'ampia presenza di allevamenti suinicoli, grazie alle caratteristiche pedoclimatiche del territorio, la trasformazione e la conservazione delle
carni di maiale sono testimoniate dal rinvenimento di carcasse prive degli arti inferiori, a dimostrazione dell'impiego delle cosce per la trasformazione. Dal punto di vista storico si hanno testimonianze dello sviluppo di queste pratiche già prima dell'epoca romana. In quest'ultimo periodo si riscontrano cenni relativi alla tecnica di asciugare i prosciutti, come denota il vocabolo latino 'perexunctus”, che in italiano è tradotto 'prosciugato”.
Del resto, a testimonianza dell'allevamento dei suini in questa zona, resta un bassorilievo nell'archivolta del portale maggiore della chiesa di San Marco (XIII sec.) in cui il mese di dicembre è rappresentato dalla macellazione del maiale. Risalgono al XVI secolo molte ricette a base di maiale, mentre nel XVII secolo si parlava di un prosciutto veneto allora conosciuto come prosciutto di Padova.
Il Consorzio del Prosciutto Veneto Berico – Euganeo si è costituito nel 1971 e si propone di tutelare l'origine e la qualità del prodotto. L'Unione europea ha riconosciuto la Dop (Denominazione di Origine Protetta) di questo prosciutto approvando il disciplinare depositato per la registrazione ai sensi del REG. (CE) n. 2081/92.

