Con quasi 4mila allevamenti suinicoli la Lombardia è leader in Italia
La Lombardia è la regione leader in Italia, seguita dall'Emilia Romagna e dal Piemonte, nel comparto suinicolo con un peso del 47% sul totale nazionale e con 4.715.129 capi. La produzione agli allevamenti è pari a 4 milioni di euro, che diventano 1.484,7 alla macellazione e 2.657, dopo il passaggio dell'industria. Il settore suinicolo rappresenta una delle colonne portanti del sistema zootecnico provinciale e Mantova è la provincia che si attesta tra i
principali fornitori di materia prima per la produzione DOP dei prosciutti di Parma e San Daniele e dell'industria salumiera di qualità. Stando agli ultimi dati Istat, nei macelli lombardi sono stati macellati 3.270.681 suini, vale a dire il 41,9% del numero complessivo dei suini nazionali destinati al circuito Dop. In definitiva la Lombardia, sia per i suoi allevamenti sia per i suoi macelli, rappresenta la regione di maggiore importanza economica, soprattutto per la produzione di cosce certificate, che nel 2007 sono state quantificate in 15.600.000 (di cui 12.3.392.000 DOP Parma e 3.453.000 Dop San Daniele). Si parla, in sostanza, di più della metà delle cosce che vengono trasformate nei prosciutti Dop nazionale.
Il patrimonio suinicolo in Lombardia e in Italia
| PROVINCIA | TOT. SUINI | % |
| BERGAMO | 270.767 | 7,3 |
| BRESCIA | 1.150.900 | 24,5 |
| COMO | 2.860 | 0,1 |
| CREMONA | 895.600 | 18,1 |
| LECCO | 4.267 | 0,1 |
| LODI | 498.404 | 10,4 |
| MANTOVA | 1.526.761 | 32 |
| MILANO | 98.000 | 2,1 |
| PAVIA | 260.000 | 5,4 |
| SONDRIO | 6.610 | 0,1 |
| VARESE | 960 | 0 |
TOTALE LOMBARDIA | 4.715.129 | 100 |
TOTALE ITALIA | 9.281.083 | 100 |
| %Lombardia/Italia | | 50,8 |
La produzione a livello provinciale
| PROVINCIA | N. TOT. ALLEVAMENTI | % |
| BERGAMO | 517 | 13,4 |
| BRESCIA | 886 | 23 |
| COMO | 489 | 12,7 |
| CREMONA | 382 | 10 |
| LECCO | 205 | 5,3 |
| LODI | 185 | 4,8 |
| MANTOVA | 431 | 11,2 |
| MILANO | 163 | 4,2 |
| PAVIA | 220 | 5,7 |
| SONDRIO | 31 | 0,8 |
| VARESE | 342 | 8,9 |
| 3.851 |
100 |
Gran Suino Padano
Il Gran Suino Padano è la prima Dop (attualmente in protezione nazionale transitoria in attesa che si concluda l'iter di riconoscimento in sede Comunitaria) di carne fresca suina nazionale. La Dop riguarda i tagli di carne fresca ottenuti dagli stessi suini pesanti nati, allevati e macellati in Italia che vengono impiegati per la produzione dei pregiati prosciutti Dop nazionali (ad esempio Parma e San Daniele) e degli altri salumi Dop italiani.
La produzione di questa Dop interessa un parco suinicolo potenziale di circa 9 milioni di capi in 11 regioni. Il progetto ha quindi tutti i numeri e i presupposti per diventare la prima Dop italiana per volumi. I produttori (macellatori e allevatori) di Gran Suino Padano ci sono riuniti costituendo il Consorzio di tutela omonimo nel febbraio 2006. A oggi il Consorzio rappresenta: 21 aziende di macellazione che complessivamente hanno macellato nel 2007 quasi 7.000.000 suini del circuito delle Dop nazionali; 1.145 aziende di allevamento che complessivamente rappresentano oltre 3.330.000 suini del circuito delle Dop nazionali.
Nel dicembre 2007 il Consorzio del Gran Suino Padano ha ottenuto il riconoscimento pubblico dal Mipaaf per svolgere le funzione di tutela, valorizzazione e promozione previsti dalla L. 526/99. Fino ad oggi il suino pesante italiano veniva valorizzato solo attraverso i prosciutti di Parma e San Daniele. Proprio il valore dei prosciutti Dop sosteneva oltre il 50-60% del valore dell'intero animale (carcassa) e per questo si parlava del paradosso del 'suino bipede”.
Il sistema prosciutti in questi ultimi anni sta dimostrando però di non essere più in grado di creare valore e di sostenere l'intera filiera.
Il Gran Suino Padano vuole quindi valorizzare la produzione ottenuta dall'intera carcassa del suino pesante tradizionale utilizzato storicamente per la produzione dei prosciutti Dop.
L'obiettivo del Consorzio è 'svincolare” la carne suina dal sistema dei prosciutti Dop: si tratterebbe quindi di uscire dal paradosso del 'suino bipede” prima ricordato; creare valore per gli altri tagli, in particolare quelli usati per il consumo fresco, dal momento che le cosce non riescono più a creare sufficiente valore. Il Gsp potrebbe inoltre valorizzare i tagli indirizzati alla produzione di salumi non tutelati (ad esempio prosciutti cotti), quando ci fosse interesse a valorizzare in etichetta l'utilizzo di materia prima nazionale Dop.
La valorizzazione di questi tagli vuole essere raggiunta attraverso la Dop e un'adeguata campagna di comunicazione. La Denominazione d'Origine Protetta infatti è tra i marchi di tutela più noti al grande pubblico e identifica un prodotto di qualità superiore, con caratteristiche organolettiche di pregio, precise garanzie di sanità e soprattutto al 100% italiano.
Attraverso un'adeguata campagna di comunicazione che il Consorzio intende condurre secondo il piano già approvato e cofinanziato dal Mipaaf, si intende infatti promuovere l'informazione sulla Dop e sulle sue positive caratteristiche, anche nutrizionali.
Le attività di comunicazione e informazione sul Gran Suino Padano Dop che il Consorzio intende condurre sono coofinanziate al 50% dal Mipaaf, che ha concesso 700.000 euro con finanziamento al 50%, per un ammontare di spesa complessivo di 1.400.000 euro nella prima annualità e lo stesso importo per le annualità successive.
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