Le importazioni di cereali dell'Unione europea stanno letteralmente esplodendo nelle ultime tre annate. Quest è quanto emerge dalle ultime statistiche ufficiali dell'Unione elaborate dal Centro Studi di CremonaFiere. A subire i più consistenti incrementi sono i cereali per l'alimentazione zootecnica e, in particolare, il mais e il sorgo, prodotti per i quali l'Ue è stata generalmente autosufficiente in passato.
 L'import di mais è raddoppiato tra il 2005-06 e il 2006-07, per poi subire un ulteriore raddoppio nel 2007-08. Nel caso del sorgo, la situazione è ancora più eclatante. In tre anni i flussi di importazione sono aumentati di 108 volte.
Tra il mese di luglio 2007 e il mese di maggio 2008, i 27 Paesi membri dell'Ue hanno importato 13,4 milioni di tonnellate di mais, contro 5,1 dello stesso periodo dell'anno precedente e soli 2,4 milioni di tonnellate acquistati nel 2005-2006. L'aumento percentuale in soli tre anni è stato del 464%.

Le importazioni di sorgo nel 2005-06 erano soltanto 49.000 tonnellate. Sono passate a 580.000 l'annata successiva, con un incremento di 10 volte; per poi decuplicarsi nuovamente nel 2007-2008, quanto hanno raggiunto 5,3 milioni di tonnellate.
Questo exploit delle importazioni è dovuto anche all'azzeramento completo da parte della Commissione di Bruxelles dei dazi alle importazioni dei cereali previsto fino alla fine del giugno scorso, provvedimento arrivato in risposta all'aumento delle quotazioni cerealicole sul mercato interno e su quello internazionale e per agevolare gli approvvigionamenti da parte degli utilizzatori europei.
Per la campagna di commercializzazione 2008-2009, iniziata il primo luglio, la situazione dei mercati cerealicoli europei dovrebbe migliorare per effetto dell'atteso incremento della produzione interna determinato dalle maggiori superfici coltivate. Le semine di cereali sono passate infatti da 56,6 a 59,9 milioni di ettari, con un aumento di 3,3 milioni di ettari.
Alla base di ciò ci sono le elevate quotazioni attese dagli agricoltori e la decisione di sospendere il set aside (vale a dire l'obbligo di lasciare incolti alcuni terreni) obbligatorio.
I diversi mercati delle maggiori colture nazionali ed europee saranno al centro del programma convegnistico di Vegetalia, in programma a Cremona dal 30 gennaio al 1 febbraio 2009, occasione in cui l'intera filiera si riunirà per pianificare strategie ed azioni comuni per affrontare i mercati.