Da Bruxelles è arrivato il divieto tassativo di importare olio di girasole dall'Ucraina, contaminato da oli minerali. Lo si è appreso da fonti comunitarie a Bruxelles, secondo cui la Commissione Ue sta procedendo alla decisione finale sulle misure sanitarie di salvaguardia, come l'embargo, necessarie per garantire la sicurezza alimentare dei cittadini dei 13 Paesi europei che importano l'olio ucraino. In Italia è stato ritirato dal mercato quando è scattato l'allarme, lo scorso aprile.
L'intenzione della Commissione europea è coerente con la necessità di tutelare le imprese e i consumatori europei di fronte ai rischi per la salute e la concorrenza sleale.

La Grecia procede al ritiro, ma in Italia la situazione è più delicata
 L'ordine delle Autorità greche di provvedere al ritiro dal mercato di tutto l'olio di girasole importato nel 2008, dopo il rapporto dei laboratori statali di chimica sull'olio adulterato proveniente dall'Ucraina, è comunque allarmante per l'Italia che nello stesso anno ha visto aumentare di quasi sette volte le importazioni di olio di girasole dal Paese dell'ex blocco sovietico per un quantitativo record di 23,3 milioni di chili in soli due mesi. è quanto riferisce la Coldiretti nel sottolineare che le autorità sanitarie elleniche hanno evidenziato la presenza nell'olio di girasole di sostanze che possono essere descritte come cancerogene e tossiche e per questo è in corso il ritiro di numerose marche di olio di girasole e anche una di maionese.
Poiché l'Italia ha importato nel 2008 quasi l'80% dell'olio di girasole proprio dall'Ucraina per un totale attorno a due chili a persona nello scorso anno, è necessario chiarire quali misure sono state adottate per evitare il consumo del prodotto contaminato con la Coldiretti che chiede di attivare tutte le procedure per provvedere tempestivamente al immediato ritiro dal mercato del prodotto straniero, anche con le adeguate informazioni sulle ditte coinvolte.
Secondo fonti della Commissione europea un totale di 40 milioni di chili di olio di girasole proveniente dall'Ucraina e destinato all'Unione europea è stato contaminato con idrocarburi. L'olio è arrivato via mare in Francia da dove è stato distribuito anche in Italia, Grecia, Olanda e Spagna.
La stessa Commissione europea - continua la Coldiretti - ha raccomandato agli Stati membri di ritirare dal mercato tutti i prodotti alimentari contenenti più del 10% di olio di semi di girasole prodotto in Ucraina, oltre a tutti gli oli di semi di girasole provenienti dall'Ucraina in cui è stata scoperta una contaminazione significativa (circa 7 grammi per kg) con oli minerali.
«L'allarme sui rischi per la salute provocati dal consumo di olio di girasole contaminato proveniente dall'Ucraina conferma drammaticamente gli effetti della concorrenza sleale della produzione straniera che danneggiano imprese e consumatori» afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che  «di fronte ai rischi alimentari che si moltiplicano, anche per effetto dell'intensificarsi degli scambi commerciali, occorrono scelte di trasparenza strutturali per garantire la salute dei cittadini come l'obbligo dell'indicazione di provenienza di tutti gli alimenti». è quindi necessario - precisa Marini - intervenire sulla legislazione nazionale e comunitaria per estendere a tutti i prodotti alimentari l'obbligo di indicare sull'etichetta la provenienza della prima agricola impiegata per consentire scelte consapevoli ai consumatori, ma anche la piena rintracciabilità e il ritiro immediato dei prodotti a rischio.
 
Italia a rischio

L'Italia è un paese particolarmente a rischio considerato che ha importato nel 2007 oltre 215 milioni di chili di olio di girasole dall'estero dei quali quasi la metà provenienti dall'Ucraina (103 milioni di chili) che è stato il principale paese fornitore. Nei primi due mesi del 2008 le importazioni sono peraltro aumentare di quasi sette volte per raggiungere la cifra record di 23,3 milioni di chili. Peraltro, anche se in Italia prevale nettamente il consumo di olio di oliva, quello di girasole è il più acquistato tra gli oli di semi.