Quest'anno è stato un molto positivo per il Prosciutto di Modena: la produzione in crescita ha chiuso infatti il 2007 con 180.000 cosce di prosciutto prodotte per un valore di circa 12 milioni di euro. Rispetto all'anno precedente ha segnato un +20%.
Ma la performance migliore è stata quella del pre-affettato che ha addirittura quintuplicato i risultati del 2006 con oltre un milione di vaschette.
Nello stand del prosciutto di Modena saranno esposte le vaschette, così da essere riconosciute anche da coloro che non le hanno ancora mai provate.
«Il dato della produzione è molto significativo, afferma Davide Nini, presidente del Consorzio, visto che siamo cresciuti in un contesto di mercato che è stazionario già da due anni; ciò è un ulteriore fonte di soddisfazione per il nostro Consorzio e per i nostri consorziati».
Oltre alla produzione però l'attenzione del Consorzio è anche alla qualità, che rimane al centro della strategia di valorizzazione. «Ci siamo prefissati per il prossimo biennio - ha proseguito Nini - l'obiettivo di innalzare ancora di più il livello qualitativo del nostro Prosciutto per collocarlo sul mercato al meglio».

Soddisfacenti risultati anche per le vaschette
Il pre-affettato addirittura ha quintuplicato i risultati del 2006 con oltre un milione di vaschette.
«Il dato del preaffettato è molto positivo, ma ci auguriamo cresca ancora, ha affermato Davide Nini – Presidente del Consorzio del Prosciutto di Modena. Oggi la commercializzazione del Prosciutto di Modena è principalmente su territorio nazionale, che copre circa il 95% della produzione totale, l'export rimane una quota marginale. In futuro speriamo di aumentare - grazie all'affettato, la quota destinata all'export».
 Le origini del Prosciutto di Modena affondano in tempi antichissimi, probabilmente addirittura all'età del bronzo, i primi documenti risalgono all'epoca dei Celti, che introdussero la pratica di conservare le carni col sale, e dei Romani che allietavano i loro banchetti con porchette, prosciutti e salsicce; i soldati romani partivano per le lunghissime campagne con rilevanti quantità di carne suina salata e prosciutti che provenivano dalla florida pianura del Po.
Venendo ad epoche più recenti si può trovare conservato tra le carte della Camera ducale estense un lungo elenco di rifornimenti della cucina del cardinale Rinaldo (1670) in cui compare la distinzione tra 'prosciutto di montagna” e 'prosciutto nostrano”.
La denominazione di origine "Prosciutto di Modena" è giuridicamente protetta a livello nazionale dalla Legge n.11 del 12 gennaio 1990: "Tutela della denominazione d'origine del prosciutto di Modena, delimitazione della zona di produzione e caratteristiche del prodotto" e dal Reg. Cee 1107/96.

Le origini
Le origini del Prosciutto di Modena affondano in tempi antichissimi, probabilmente addirittura all'età del bronzo: i primi documenti risalgono all'epoca dei Celti, che introdussero la pratica di conservare le carni col sale, e dei Romani che allietavano i loro banchetti con porchette, prosciutti e salsicce. I soldati romani partivano per le lunghissime campagne con rilevanti quantità di carne suina salata e prosciutti che provenivano dalla florida pianura del Po.
La zona di Modena è da tempo considerata un riferimento per la lavorazione della carne suina
proprio grazie all'antica e radicata tradizione salumiera e gastronomica.
La zona di produzione del Prosciutto di Modena corrisponde alla fascia collinare ed alle valli che si sviluppano attorno al bacino oro-idrografico del fiume Panaro e che partendo dalla fascia pedemontana non supera i 900 metri di altitudine, comprendendo anche territori delle province di Bologna e Reggio Emilia.