«Oggi più che mai è importante affermare che il Grana Padano è uno dei simboli che contribuisce a rendere il made in Italy forte e credibile a livello internazionale». è quanto ha dichiarato Viviana Beccalossi, vice presidente e assessore all'Agricoltura della Regione Lombardia, intervenendo all'Assemblea generale dei produttori di Grana Padano che si è svolta l'11 aprile a Desenzano del Garda (Bs). I dati del 2007 confermano il successo della collaborazione tra Consorzio e Regione Lombardia: 4.271.513 forme prodotte, delle quali 1.164.487 esportate all'estero, realizzate in netta prevalenza in Lombardia, che produce il 71% del totale complessivo, in particolare nelle province di Mantova (30 caseifici - 28,3% dell'intera produzione nazionale pari a 1.176.204 forme), Brescia (31 caseifici - 22% - 912.786) e Cremona (11 caseifici - 16,9% - 699.758). Realtà interessanti sono presenti anche nelle zone di Lodi (5 caseifici - 2% - 81.661), Bergamo (4 caseifici - 1,4% - 59.729) e Pavia (4 caseifici - 1% - 43.705). Altri caseifici hanno sede in Emilia Romagna (12,3% della produzione), Veneto (14,1%), Piemonte (1,6%) e Trentino (0,5%).
«In questi ultimi anni - ha aggiunto la vice presidente Beccalossi - abbiamo lavorato con il Consorzio realizzando importanti azioni mirate ad affermare, a livello nazionale ed internazionale, la qualità di un prodotto davvero eccezionale. Il Grana Padano infatti è il formaggio a Denominazione di origine protetta più importante del mondo». Uno sforzo premiato dall'aumento costante delle esportazioni - con una crescita nel 2007 del 6,2% rispetto all'anno precedente - che hanno come sbocco principale i mercati di Germania (245.295 forme), Stati Uniti (145.810), Svizzera (128.398), Francia (108.148) e Regno Unito (95.187). Da segnalare l'ottima performance del Giappone con 38.583 forme (10.000 in più rispetto al 2006).

 Più focalizzata sulle fluttuazioni dei prezzi, sui dati di produzione e sulle iniziative per la salvaguardia del prodotto è stata invece la relazione del Cda e del presidente del Consorzio per la tutela del formaggio Grana Padano, Nicola Cesare Baldrighi, esposta nel corso dell'Assemblea generale. «Il 2007 è stato un anno sicuramente positivo: i consumi sono andati molto bene, i prezzi all'ingrosso nell'estate hanno cominciato a crescere sensibilmente e avremmo potuto oggi dichiarare già compiuto il Piano Produttivo e quindi sancire la fuoriuscita dallo stato di crisi. Invece, purtroppo, non è così; i prezzi già da dicembre hanno dato segnali di flessione ed è iniziata una fase di caduta che ci ha portato a regredire sensibilmente dalle quotazioni di ottobre. Il repentino incremento del prezzo estivo del formaggio è da legare all'andamento mondiale del comparto lattiero caseario e dei suoi derivati, impennatosi vistosamente a fine primavera per poi calare ad inizio inverno e, di conseguenza, incidere negativamente anche sul prezzo all'ingrosso del Grana Padano.
Ma quello che è avvenuto da dicembre a oggi non può essere spiegato solo da queste fluttuazioni in quanto la produzione 2007 è calata, i consumi sono andati e stanno andando bene, le scorte sono diminuite, si stanno affacciando al confezionamento e alla vendita i mesi in cui il calo produttivo è stato vigoroso e il quadrimestre giugno/settembre 2007 proporrà sul mercato circa 120.000 forme in meno rispetto all'anno prima. Ricordo che il calo in numero di forme è stato dell'1,96%: la produzione è infatti scesa di 85.368 forme; perciò il calo di questi mesi appare ingiustificato.
Quindi il nostro sistema risente troppo di emotività, di sensazioni, sconfinando a volte nell'irrazionalità. Occorrerà perciò analizzare questo stato di cose, capire quali strumenti e quali iniziative potranno aiutare a stemperare questa 'concorrenza ansiosa” che crea danno a tutti, dai produttori ai confezionatori e che certo non valorizza il prodotto. Il compito del Consorzio è tutelare il prodotto favorirne i consumi, accrescerne la notorietà, sconfiggere le contraffazioni e garantire, quindi, il consumatore, ma soprattutto il compito di noi imprenditori è di fare reddito per le nostre imprese in modo da poter adeguatamente valorizzare il latte ed il formaggio e vedere premiati i nostri sforzi rivolti alla qualità indubbiamente, assai accresciuta nell'ultimo decennio.
Il 2007 è stato peraltro un anno importante perché abbiamo introdotto la categoria Riserva con l'operazione di acquisto e rivendita delle forme stagionate oltre 20 mesi.
Abbiamo acquisito una nicchia importante, anche se non di grosse dimensioni, perché spontaneamente da allora tutti i mesi marchiamo 12-13.000 forme, ma soprattutto abbiamo fatto acquisire prestigio al Grana Padano perché solo i prodotti di grande qualità e riconosciuti tali dai consumatori possono permettersi una categoria che si può fregiare del nome Riserva.
A tutela dei consumatori il 2007 ha visto l'adozione del biotracciante, uno strumento che già dalla fine di quest'anno siamo convinti stroncherà definitivamente ogni tentativo di frode, soprattutto all'estero. E tra gli obiettivi per il 2008, c'è quello di attivare le analisi per la sua ricerca nelle varie tipologie di vendita al consumo, accanto alle analisi isotopiche, amminoacide, sulla fosfatasi e alle altre attivate negli anni.
Lo scorso anno abbiamo vinto la battaglia sul termine 'Grana” con la sentenza della Corte di Giustizia che ha stabilito che Grana è solo Padano e quindi nessun altro potrà usarlo per identificare un formaggio. Abbiamo visto confermare dalla Corte di Giustizia anche l'inutilizzabilità e la non genericità del termine Parmesan. In direzione della salvaguardia del prodotto quindi, sono stati fatti passi avanti notevoli ma la strada da compiere è ancora lunga e importante e la stiamo percorrendo assieme agli altri Consorzi Dop.
L'attività all'estero sta continuando a produrre risultati più che positivi. Le proiezioni sul 2007 indicano un export salito a 1.164.487 forme, con un aumento del 6,2%. I mercati stranieri valgono quindi circa il 27 per cento della produzione totale di Grana Padano.
Il 2007 è stato in particolare l'anno che ci ha visto sbarcare decisi in Cina. La Trading Agro Crai, società creata con Crai, S. Daniele, Cavit e Boscolo Hotel, nella quale il Consorzio detiene il 9,64% del capitale sociale, nell'estate aprirà il primo di tre flag store di 3.000 mq. cadauno dove oltre alla vendita ci sarà ristorazione e farà da traino a tutto l'agroalimentare di qualità italiano. A questa attività si affianca il progetto Crossraoads, finanziato da Grana Padano, UnionCamere e Regione».

All'orizzonte un 2008 di sfide
Obiettivo per il 2008 sarà l'eventuale creazione di una società mista italo cinese che ci consenta di affermare il prodotto rapidamente in questo mercato pressoché ancora vergine o comunque ancora modesto, in quanto qui le potenzialità sono davvero considerevoli.
Chissà che la Cina, oltre ad assorbire quantità importanti di Grana Padano, non diventi anche un laboratorio sperimentale che porti finalmente il sistema a coordinare le vendite alla distribuzione anche nel resto del mondo, Italia compresa. Se è, infatti, auspicabile e lodevole ogni iniziativa tesa alla conquista di nuovi mercati, ricorrendo al consenso e all'aiuto concreto del Consorzio, va invece stigmatizzata la pratica di sostituire un fornitore attraverso la leva del ribasso del prezzo anziché quella della qualità del prodotto e del servizio.
Il 2008 vedrà finalmente la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Unione europea del nuovo Disciplinare che contiene tutte le integrazioni già approvate dal Consorzio. Ma sarà ancora una volta, un anno cruciale, perché dovrà dare delle risposte serie e lungimiranti alla crisi ormai cronica del sistema, dovrà confermare e amplificare i buoni risultati sulla tutela, dovrà consentirci di proseguire l'importante galoppata fuori dai confini italiani ma dovrà confrontarsi con una situazione dell'economia mondiale assai pesante dove il potere d'acquisto delle famiglie è diminuito, purtroppo non solo in Italia.