Il governo francese ha revocato nel pomeriggio il provvedimento di ritiro delle mozzarelle di bufala provenienti dalla Campania imposto poche ore prima.. E intanto anche Tokyo ha sbloccato l'importazione delle mozzarelle "non campane". Lo ha reso noto il ministero dell'agricoltura francese. Le autorità italiane hanno avviato il ritiro della mozzarella di bufala campana contaminata da diossina dagli scaffali e la Commissione Ue si è detta soddisfatta per le misure adottate dall'Italia. «Non ci sono ragioni per precedere ulteriormente a livello Ue», ha affermato una portavoce della Commissione europea, secondo la quale «prossimamente tutto tornerà alla normalità».

L'annuncio del ritiro dei prodotti non a norma è stato dato questa mattina, proprio da Napoli, dal vicepremier Massimo D'Alema. «Il governo adotterà questa mattina le misure concordate con l'Ue per ritirare dal mercato i prodotti che risultano essere non a norma per restituire certezza ai consumatori italiani e stranieri», ha annunciato D'Alema, sottolineando che «il governo sta agendo per risollevare le sorti di un prodotto fondamentale per l'economia campana».

 Nel frattempo dalla Francia è giunta, in mattinata, la notizia del ritiro della mozzarella di bufala campana dai supermercati come misura precauzionale in attesa dei risultati delle analisi che saranno compiute. La Commissione ha chiarito che Parigi non ha imposto alcun embargo ma ha soltanto «intensificato i controlli per evitare che nei supermercati arrivino le mozzarelle prodotte nei 25 stabilimenti campani contaminati».

In Giappone sbloccate 4 tonnellate di mozzarelle italiane
Schiarita con riserva per le importazioni di mozzarella di bufala in Giappone: oggi è arrivato dal ministero della Sanità giapponese il nulla osta allo sblocco delle oltre 4 tonnellate di mozzarelle italiane (anche quelle prodotte in Campania) che, in via precauzionale, da giorni erano tenute ferme presso le dogane degli aeroporti di Tokyo e Osaka. Restano tuttavia da definire, data la complessità della situazione, i passi successivi per un ripristino regolare delle importazioni future. La rappresentanza diplomatica italiana a Tokyo che si sta occupando del caso ha tenuto a sottolineare «l'atteggiamento estremamente collaborativo dimostrato dalle autorità sanitarie nipponiche, che stanno lavorando con grande serietà per risolvere in tempi brevi questa delicata situazione senza creare inutili allarmismi».

Lo sblocco della merce è avvenuto in due fasi: ieri notte quello parziale, con il via libera per tutte le mozzarelle ad eccezione di quelle prodotte in Campania, mentre nella serata di oggi è giunto il nulla osta definitivo dalle autorità sanitarie nipponiche anche per lo sdoganamento della merce campana, dopo la conferma ufficiale che tra gli esportatori campani in Giappone non figurano aziende a rischio. Nonostante l'incertezza causata in questi giorni dal fermo cautelativo delle importazioni del noto prodotto italiano, tuttavia, i consumatori giapponesi hanno continuato a fidarsi della mozzarella made in Italy e a riempire i ristoranti italiani: le principali pizzerie di Tokyo non hanno accusato flessioni di clienti e le scorte accumulate in precedenza hanno permesso di soddisfare senza particolari problemi la forte domanda di mozzarella del Belpaese. Una delle pizzerie napoletane più note e frequentate della capitale giapponese, 'Napule”, che con tre locali consuma oltre 40 kg di mozzarella di bufala alla settimana, conferma all'Ansa che non si è registrato alcun calo di clienti in questi giorni, né sono diminuite le ordinazioni di pizza napoletana con mozzarella di bufala.

«L'unico problema è relativo alle scorte - ha dichiarato Hisanori Yamamoto, vincitore lo scorso anno del campionato internazionale di pizzaioli - che si stanno via via assottigliando e potrebbero costringerci nei prossimi giorni a utilizzare prodotti di altre regioni italiane». Il fermo cautelare deciso negli scorsi giorni dalle autorità sanitarie nipponiche è da ritenersi una scelta di estrema cautela nei confronti dei consumatori del Sol Levante, ancora scossi dal recente scandalo alimentare dei ‘ravioli avvelenati' cinesi: tra dicembre e gennaio, infatti, dieci persone erano rimaste intossicate dopo aver consumato ravioli congelati prodotti in Cina, che successive analisi condotte in Giappone avevano rivelato contenere una quantità di pesticida 10.000 volte superiore a quella prevista dalla legge.