L'universo dei formaggi a pasta filata è immenso, comprende una serie di tipologie di prodotto che interessano un po' tutta Italia, soprattutto l'area meridionale e insulare. Caciocavalli, mozzarelle, scamorze, provole, burrate per citarne alcune. Parlare di paste filate significa parlare di formaggi tipicamente italiani, la cui produzione è davvero consistente, siano esse vaccine, bufaline, miste di vacca e di bufala oppure ovine.
La mozzarella è un formaggio fresco a pasta filata che trova svariati impieghi sulla tavola e in cucina, proprio grazie alle sue doti versatili e ai suoi sapori genuini. La sua produzione si divide in quattro macro categorie. La Mozzarella di bufala campana, Dop, prodotta unicamente con latte intero di bufala e solo nell'area geografica definita dal disciplinare di legge (Campania e Basso Lazio). Il Fior di Latte (Dop in fase di richiesta), prodotto con latte vaccino in particolari zone dell'Italia (Campania, Basilicata, Calabria, Puglia e parte del Lazio). La Mozzarella, prodotta con latte vaccino, bufalino o misto, per cui non esistono limitazioni geografiche (anche se uno specifico Disciplinare ne regola la produzione). E infine la tanto amata e imitata Mozzarella per pizza che si ottiene da latte parzialmente scremato, con ridotto contenuto di umidità (50-52%) e di grasso.
In particolare la produzione di mozzarella di bufala campana Dop in Italia occupa 20mila persone per un fatturato di 300 milioni di euro, con una produzione di 33mila tonnellate destinate per il 16% all'esportazione soprattutto nei Paesi europei, ma si sta estendendo anche al Giappone e ad altri Paesi extra-europei, a cominciare dalla Russia. Dal 12 giugno 1996, la mozzarella di bufala campana ha ottenuto il riconoscimento del marchio a Denominazione di origine protetta che delimita i territori di riferimento (si ottiene circa il 90% del prodotto trasformato, mentre il basso Lazio e la provincia di Foggia trasformano il 10%), definisce le regole di produzione e individua un rigoroso sistema di controllo

Bufala 'made in Italy”: 2 milioni di tonnellate di falsi nel mondo
Sono circa 2 milioni le tonnellate di 'falsa” mozzarella made in Italy prodotta nel mondo, che rischiano di sostituire sugli scaffali di vendita il prodotto originale danneggiato dalle restrizioni commerciali e dalla psicosi che si sta diffondendo a livello internazionale. L'allarmismo sulla produzione italiana favorisce le imitazioni straniere ottenute senza il rigoroso sistema di controllo delle produzioni a denominazioni di origine che ha consentito di individuare e togliere dal mercato in Italia le irregolarità.

Una mozzarella di bufala made in Italy contraffattaTra i Paesi che realizzano le maggiori quantità di mozzarelle taroccate ci sono l'Australia e gli Stati Uniti, dove negli ultimi vent'anni è triplicata la produzione di mozzarella made in Italy contraffatta per un quantitativo di 1,3 milioni di tonnellate realizzata soprattutto nel Wisconsin, in California e nello stato di New York. Si tratta di produzioni destinate al consumo interno ma anche all'esportazione su mercati internazionali dove, nonostante il minore livello qualitativo rischiano di togliere ora spazio, sull'onda dell'emotività, al prodotto nazionale a denominazione di origine. Infatti, se in Italia la mozzarella di bufala è consumata da quasi un italiano su due (48,8%) ed è quindi un formaggio di cui sono ben note le caratteristiche, in molti paesi, soprattutto asiatici, è più facile per i consumatori cadere nell'inganno con il rischio che si radichi nelle abitudini alimentari un falso made in Italy che non ha nulla a che fare con la qualità di quello autentico.
La produzione nazionale di mozzarella di bufala campana Dop in Italia offre opportunità di occupazione a 20.000 persone per un fatturato di 300 milioni di euro con la produzione di 33.000 tonnellate destinate per il 16% all'esportazione soprattutto nei Paesi Europei, ma si sta estendendo anche al Giappone e ad altri Paesi extra-europei, a cominciare dalla Russia. Dal 12 giugno 1996, la mozzarella di bufala campana ha ottenuto il riconoscimento del marchio a Denominazione di origine protetta che delimita i territori di riferimento (si ottiene circa il 90% del prodotto trasformato, mentre il basso Lazio e la provincia di Foggia trasformano il 10%), definisce le regole di produzione ed individua un rigoroso sistema di controllo.
La Coldiretti ha autorizzato la libera e gratuita pubblicazione della foto che raffigura un esempio di falsa mozzarella made in Italy scovata negli Usa.


L'area di produzione della Mozzarella di bufala campana Dop o semplicemente di bufala



La zona di provenienza del latte di trasformazione e di elaborazione del formaggio "Mozzarella di bufala" che fa riferimento alla tutela della Dop comprende il territorio amministrativo di seguito specificato:

Regione Campania
Provincia di Benevento: comuni di Limatola, Dugenta, Amorosi
Provincia di Caserta: l'intero territorio
Provincia di Napoli: comuni di Acerra, Giugliano in Campania, Pozzuoli, Qualiano, Arzano, Cardito, Frattamaggiore, Frattaminore, Mugnano di Napoli
Provincia di Salerno: l'intero territorio.

Regione Lazio
Provincia di Frosinone: comuni di Amaseno, Giuliano di Roma, Villa S. Stefano, Castro dei Volsci, Pofi, Ceccano, Frosinone, Ferentino, Morolo, Alatri, Castrocielo, Ceprano, Roccasecca
Provincia di Latina: comuni di Cisterna di Latina, Fondi, Lenola, Latina, Maenza, Minturno, Monte S. Biagio, Pontinia, Priverno, Prossedi, Roccagorga, Roccasecca dei Volsci, Sabaudia, S.Felice Circeo, Sermoneta, Sezze, Sonnino, Sperlonga, Terracina, Aprilia
Provincia di Roma: comuni di Anzio, Ardea, Nettuno, Pomezia, Roma, Monterotondo.

Regione Puglia
Provincia di Foggia: l'intero territorio dei comuni di Manfredonia, Lesina e Poggio Imperiale e parte del territorio dei comuni che seguono con la corrispondente delimitazione:
- Cerignola: la zona confina ad est con il lago Salpi, a sud con la statale n. 544, a nord e ad ovest con il comune di Manfredonia;
- Foggia: la zona abbraccia il perimetro della nuova circonvallazione, ad est in direzione del comune di Manfredonia, ad ovest in direzione del comune di Lucera, a nord e a sud confina con la rimanente parte del comune di Foggia;
- Lucera: la zona interessata confina ad ovest con il comune di Foggia, a sud con la statale n. 546 e con parte del torrente San Lorenzo, a nord con la strada provinciale n. 16 fino a raggiungere il comune di Torremaggiore e ad est con la strada provinciale n. 17 che da Lucera conduce a Foggia;
- Torremaggiore: la zona interessata confina a sud con il comune di Lucera, ad est con il comune di San Severo, ad ovest con la strada provinciale n. 17 in direzione Lucera e a nord confina con il comune di Apricena;
- Apricena: la zona interessata costeggia a sud il torrente Radicosa, ad est la strada Pedegarganica ed il comune di Sannicandro Garganico, ad ovest con il comune di Lesina e a nord con il comune di Poggio Imperiale;
- Sannicandro Garganico: la zona interessata confina a sud con la strada statale Garganica, a nord con il comune di Lesina, ad ovest con il comune di Apricena, ad est con il comune di Cagnano Varano;
- Cagnano Varano: la zona interessata confina a sud con la strada statale Garganica, ad est con il lago di Varano, ad ovest con il comune di Sannicandro Garganico e a nord con il mare;
- San Giovanni Rotondo: la zona interessata confina a sud con la strada n. 89, ad est con il comune di Manfredonia, ad ovest con il comune di San Marco in Lamis e a nord con la strada provinciale n. 58;
- San Marco in Lamis: la zona interessata confina a nord con il comune di Foggia, ad est con il comune di San Giovanni Rotondo, ad ovest con il comune di Rignano Garganico e a nord con la restante parte del comune di San Marco in Lamis.

Regione Molise
Provincia di Isernia: comune di Venafro.

Esiste poi un'area di produzione della mozzarella di bufala (non Dop) che riguarda aziende presenti nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Verona, Ascoli Piceno, L'Aquila e Matera.


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