L'Onaf in prima fila per valorizzare i formaggi siciliani
Il significato del gusto non è solo piacere, ma deve essere fattore integrante e istituzionalizzato del concetto di qualità. Questo il tema fondamentale emerso dalla tavola rotonda che l'Onaf ha organizzato a "Dolcemente salato", la prestigiosa kermesse enogastronomia, che si tiene in questi giorni a Villa Boscogrande, a Palermo.
Il seminario che aveva come titolo "Il formaggio in Sicilia, lo stato dell'arte" voleva raccogliere le considerazioni di produttori, operatori, docenti e giornalisti sulla situazione generale della produzione casearia di un territorio che si sta dimostrando portatore di eccellenze a livello nazionale. é stata la giovane Loredana Chessari assaggiatore di formaggio Onaf a nome dell'azienda Battaglia di Ragusa a introdurre nelle argomentazioni la necessità di dovere garantire al consumatore sapori che siano la vera espressione di antichi saperi e concreta storia del territorio riconoscibile in bocca. «Inutile parlare di nicchia - dice Loredana Chessari - se a questo concetto, peraltro restrittivo, non si accomuna una reale diversita' di gusti facilmente identificabili dai consumatori».
Sulla difesa della filiera e del suo controllo sono intervenuti Vincenzo Randazzo dell'Istituto Zooprofilattico per la Sicilia che ha sottolineato come un sistema igienico sanitario efficiente ed efficace sia alla base della produzione di formaggio di qualità in Sicilia. Vittoria Currò del medesimo Istituto ha chiarito l'attualità della ricerca molecolare a salvaguardia dell'igiene del latte e delle produzioni tradizionali confermando l'esigenza di un gusto protagonista della qualità. Pietro Pappalardo, docente Onaf esperto in programmazione agroalimentare, e' intervenuto a chiarire un concetto di qualita' strettamente connesso a storia e realtà sociale del territorio. Sono intervenuti nel dibattito Massimo Todaro, presidente del Consorzio della Vastedda del Belice dop, Kamal Ammad Syed del Ministero delle Politiche Agricole, l'allevatore Lorenzo Pagliaroli, i produttori Gatì, Fioriglio, Ruvettu. Elio Ragazzoni, vicepresidente nazionale Onaf, afferma: «Il fatto che da un tema generico escano tematiche decise, varie e innovative rafforza una convinzione che l'Organizzazione di Assaggiatori di Formaggio ha sempre avuto: la Sicilia ed in particolare l'area palermitana sanno vivere con forte chiarezza l'esigenza di una produzione casearia volta ad una qualità reale che produrrà sicura crescita e serena fiducia nel consumatore».
Fonte: Agi

