Nuova campagna del Frantoio Gaudenzi di Trevi, più qualità contro la crisi
Il Frantoio Gaudenzi di Trevi, la città dell'olio umbro per eccellenza, ha presentato alla stampa la nuova produzione di extravergine con una degustazione delle sue quattro selezioni guidata da Marco Oreggia, esperto autore di guide. In queste terre che degradano verso la piana spoletina la qualità del prodotto è stata eccezionale dopo una serie di annate difficili, grazie anche alle piogge della tarda primavera che hanno compensato la siccità estiva. Il
raccolto ha dato olive sane, libere da parassiti. Le cultivar nei 21 ettari di proprietà della famiglia di Francesco Gaudenzi (nella foto accanto) sono quelle tipiche della zona: Moraiolo, Frantoio e Leccino. Fondato negli anni 50, il frantoio ha subìto negli ultimi anni profondi cambiamenti con nuovi macchinari che permettono una lavorazione delle olive a bassa temperatura e l'estrazione a freddo dell'olio. Contemporaneamente sono stati acquisiti nuovi oliveti che si estendono fino ad un'altezza di 600 metri. A Trevi, uno dei borghi più belli d'Italia,ricco di palazzi storici edificati proprio grazie al commercio dell'olio, l'olivo,
principale coltura arborea,ha un peso rilevante per l'economia locale ma anche un forte valore paesaggistico, simbolico e religioso. Qui c'è il famoso olivo di Sant'Emiliano, 1700 anni accertati, proprio quello raffigurato da Giotto nell'affresco della "predica agli uccelli" di S. Francesco che si può ammirare ad Assisi. Almeno qui giurano che è andata così.
L'olio dell'Umbria, regione che vanta la dop estesa all'intero terrirorio, è noto non tanto per la quantità prodotta - neppure il 3% del dato nazionale - ma per la sua eccellente qualità. E il frantonio Gaudenzi ha confermato questa scelta in un momento in cui la emerge fortemente la crisi nel comparto, stretto tra alti costi di produzione e prezzi non remunerativi.A questo si aggiunge la concorrenza di prodotti esteri o di bassa qualità.
Quattro le selezioni presentate in degustazione e illustrate da Oreggia: l'Extravergine di base, il Dop Umbria, le Chiuse di Sant'Arcangelo biologico, Moraiolo in purezza e il Quinta Luna, un blend di Leccino e Mopraiolo che deve il nome al fatto che la raccolta comincia alla quinta luna dopo la fioritura (quest'anno il 4 ottobre). Questi ultimi due prodotti hanno appena ottenuto la medaglia d'oro alla "Los Angeles International Virgin Oli Competition". Gli olii, dal colore di smeraldo e dal gusto intenso danno il massimo sulla classica bruschetta o in pinzimonio (che qui si chiama cazzimperio) sul sedano nero, un presidio Slow Food tipico della zona, aromaticissino,croccante e privo di filamenti.
Mariella Morosi
raccolto ha dato olive sane, libere da parassiti. Le cultivar nei 21 ettari di proprietà della famiglia di Francesco Gaudenzi (nella foto accanto) sono quelle tipiche della zona: Moraiolo, Frantoio e Leccino. Fondato negli anni 50, il frantoio ha subìto negli ultimi anni profondi cambiamenti con nuovi macchinari che permettono una lavorazione delle olive a bassa temperatura e l'estrazione a freddo dell'olio. Contemporaneamente sono stati acquisiti nuovi oliveti che si estendono fino ad un'altezza di 600 metri. A Trevi, uno dei borghi più belli d'Italia,ricco di palazzi storici edificati proprio grazie al commercio dell'olio, l'olivo,
principale coltura arborea,ha un peso rilevante per l'economia locale ma anche un forte valore paesaggistico, simbolico e religioso. Qui c'è il famoso olivo di Sant'Emiliano, 1700 anni accertati, proprio quello raffigurato da Giotto nell'affresco della "predica agli uccelli" di S. Francesco che si può ammirare ad Assisi. Almeno qui giurano che è andata così. L'olio dell'Umbria, regione che vanta la dop estesa all'intero terrirorio, è noto non tanto per la quantità prodotta - neppure il 3% del dato nazionale - ma per la sua eccellente qualità. E il frantonio Gaudenzi ha confermato questa scelta in un momento in cui la emerge fortemente la crisi nel comparto, stretto tra alti costi di produzione e prezzi non remunerativi.A questo si aggiunge la concorrenza di prodotti esteri o di bassa qualità.
Quattro le selezioni presentate in degustazione e illustrate da Oreggia: l'Extravergine di base, il Dop Umbria, le Chiuse di Sant'Arcangelo biologico, Moraiolo in purezza e il Quinta Luna, un blend di Leccino e Mopraiolo che deve il nome al fatto che la raccolta comincia alla quinta luna dopo la fioritura (quest'anno il 4 ottobre). Questi ultimi due prodotti hanno appena ottenuto la medaglia d'oro alla "Los Angeles International Virgin Oli Competition". Gli olii, dal colore di smeraldo e dal gusto intenso danno il massimo sulla classica bruschetta o in pinzimonio (che qui si chiama cazzimperio) sul sedano nero, un presidio Slow Food tipico della zona, aromaticissino,croccante e privo di filamenti.
Mariella Morosi

