Seicento pezzi esposti nei locali dell'industria Morettino di Palermo raccontano tre secoli di consumo e stili di vita legati alla popolare bevanda che fu definita "la musa nera". è il museo del caffè, inaugurato oggi e dove si trovano tostacaffe' con un manico lungo, altri che hanno una curiosa forma sferica, i macinini della nonna e macchine con doppie ruote dentate che sembrano marchingegni leonardeschi, le prime caffettiere a colonna degli inizi del '900 e i macinacaffè della prima guerra mondiale, realizzati dai fanti con i porta-munizioni.

 L'allestimento, finanziato parzialmente con fondi Por 2000-2006, propone 600 pezzi provenienti da tutto il mondo. Il progetto del museo si è concretizzato in questi ultimi anni, ma Angelo Morettino, fondatore dell'azienda, ha collezionato per tutta la vita cimeli del caffè. Per esempio a Parigi sulle tracce di Procopio Coltelli, il palermitano che nel '600 fondò il celebre "Cafè Le Procope" e contribuì a diffondere la cultura del caffè Oltralpe. Il museo contiene anche l'angolo del barista, con decine di macchine per espresso recuperate nei vecchi bar della penisola, che segnano la sua storia dall'inizio del '900 agli anni '60.

Infine la preziosa caffettiera-locomotiva del Toselli e interessanti alambicchi di vetro, espressione dell'applicazione dei principi di fisica, che davano al consumatore la sensazione di ottenere un distillato prezioso. Il museo, progettato da Riccardo Agnello, racconta anche l'affascinante storia del caffè, l'evoluzione della tecnica e del gusto, ed è una vetrina sul modo di intendere la preparazione del caffè. Il piccolo spazio può ospitare solo 50 persone e sono previste solo visite a gruppi, su prenotazione.

fonte AGI