Fiorillo-Unasco: nuovi accordi di filiera per l'olio d'oliva in Calabria e Puglia
«La situazione di crisi del comparto olivicolo nazionale, denunciata dagli assessori di Puglia e Calabria, è l'ennesima testimonianza della debolezza strutturale di un comparto che non ha ancora sviluppato una sua strategia di protezione efficace alle tensioni di prezzo di un mercato globale e standardizzato», ha detto Elia Fiorillo, presidente del Consorzio di Garanzia dell'olio extra vergine di oliva di qualità e della Unasco, commentando le dichiarazioni allarmanti delle due principali regioni olivicole.
«Nell'olio di oliva - ha affermato Fiorillo - l'italianità costituisce un asset competitivo che dobbiamo non solo tutelare ma soprattutto rafforzare e rilanciare su basi sempre più innovative». La recente rinnovata coesione tra produttori e confezionatori spagnoli, oggi uniti e pronti a investire per conquistare nuovi mercati e per affermare l'immagine del loro prodotto nazionale, la dice lunga sull'importanza della programmazione.
«Nell'olio di oliva - ha affermato Fiorillo - l'italianità costituisce un asset competitivo che dobbiamo non solo tutelare ma soprattutto rafforzare e rilanciare su basi sempre più innovative». La recente rinnovata coesione tra produttori e confezionatori spagnoli, oggi uniti e pronti a investire per conquistare nuovi mercati e per affermare l'immagine del loro prodotto nazionale, la dice lunga sull'importanza della programmazione.
«In Italia - ha sostenuto Fiorillo - dobbiamo mettere da parte le vecchie divisioni e costruire nuove alleanze e nuovi accordi di filiera che consentano di rafforzare l'intero sistema. Ci sono molti spazi in prima fila in giro per il mondo per un prodotto tutto italiano di alta qualità, e c'è sufficiente spazio per tutte quelle imprese che in Italia creano valore confezionando ed esportando oli provenienti dai Paesi del mediterraneo. Ci serve forse uno scatto di orgoglio patriottico, ma una filiera coesa e un Ministero più decisionista possono rilanciare un settore e creare nuove prospettive di ricchezza e occupazione per le nostre campagne olivicole».
fonte AGI

