La produzione di miele in Umbria quest'anno si aggira complessivamente su circa 300mila chili, per un giro d'affari pari a 2 milioni di euro, il 2,5% della media nazionale che ammonta a 47 milioni. è quanto ha rilevato Vincenzo Panettieri, presidente dell'Apau, l'Associazione dei produttori apistici dell'Umbria, nell'introdurre a Perugia l'11ma edizione di 'Mielinumbria” manifestazione dedicata al miele e al mondo dell'apicoltura in calendario a Foligno dal 21 al 23 novembre.
Sono circa 1.700 gli apicoltori impegnati in Umbria e 30mila gli alveari curati (secondo l'ultimo censimento del 2007). Parlando dell'annata 2008, il presidente ha rilevato che i dati evidenziano una situazione critica fino a tutto giugno scorso, in quanto gli alveari, calati di pote nzialità per circa il 10% nell'inverno 2007, hanno stentato per le avverse condizioni climatiche. «Era paradossale - ha detto Panettieri - che gli alveari a giugno, periodo normalmente ricco e produttivo, fossero in procinto di morire per fame a causa della siccità che prosciugava i terreni e i fiori del loro nettare».

Una tendenza invertitasi da luglio quando le piogge hanno permesso una ripresa delle colonie normalizzando il raccolto. A fine stagione il bilancio è stato quindi soddisfacente anche sul fronte della qualità per i mieli millefiori - che è quello maggiormente prodotto in Umbria e preferito dal 70% dei consumatori della regione - e quelli di trifoglio, castagno e acacia, anche se in scarsa quantità, e i mieli di melata.
«Le perdite di alveari in Umbria - ha spiegato Panettieri - sono state del 10 % circa, percentuale inferiore rispetto alla media nazionale, e la ragione principale va ricercata nella minore presenza di agricoltura intensiva e industriale rispetto alle grandi pianure del nord o alle aree destinate a frutticoltura e orticoltura intensiva del centro nord o del sud Italia». Nel 2007 la moria delle api colpì in Umbria oltre il 30% degli alveari, problema risolto ricostituendo il patrimonio di base con un'accorta gestione delle sciamature naturali e l'acquisto di nuclei di api facilitato da contributi statali e comunitari, ma sul quale l'Apau ha chiesto e ottenuto dalla Regione Umbria l'apertura di un tavolo di discussione.

Mielinumbria
Entrando nel dettaglio del programma di 'Mielinumbria”, Paolo Trenta, assessore alle Attività produttive del comune di Foligno, partner della manifestazione, ha evidenziato come si tratti di «una kermesse dal sapore di festa, crediamo in eventi di questo tipo che uniscono sapere scientifico alla capacità attrattiva del territorio».
Nel ricco calendario, particolarmente curata la sezione scientifica con in programma venerdì 21 e domenica 23 il Forum dell'apicoltura del Mediterraneo, che riunisce quest'anno le associazioni dei produttori di miele di Albania, Francia, Italia, Libano, Marocco, Palestina e Siria. Spazio anche ai convegni "'L'ambiente, i territori, i mieli: il ruolo della comunicazione" e "Salubrità del miele e sanità delle api in regime di produzione bio".
Nel calendario ludico, tra l'altro, la ricostruzione di una cereria medievale con dimostrazioni live ed il teatro di burattini, ed ancora la Mostra del Miele, mostra mercato dei prodotti dell'alveare, le degustazioni guidate. L'obiettivo della manifestazione (che ha il contributo di Regione Umbria, Camera di commercio di Perugia e Gal Valle Umbra e Sibillini e del patrocinio dell'Associazione nazionale Le Città del Miele) rimane quello di promuovere e valorizzare il miele e tutti gli altri prodotti apistici divenendo al contempo occasione di confronto tra esperti del settore, produttori e consumatori.

Fonte: Agi 

 
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