"OlioeOlive 2008": il presidente dell'Asa Roberto Rabachino ritira il premio
è stato consegnato il Premio 'OlioeOlive 2008” all'Associazione stampa agroalimentare italiana come riconoscimento per l'impegno e la professionalità dei giornalisti della stampa agroalimentare italiana nella promozione e diffusione dell'olio di oliva e dell'eccellenza alimentare italiana. A ritirare il prestigioso riconoscimento il presidente nazionale Asa, Roberto Rabachino (nella foto a destra insieme a Gudrun Dalla Via, presidente onorario Asa).
La premiazione ha concluso le due giornate dedicate all'olivicoltura in Piemonte dove si è tenuto un convegno sul tema. Tanti gli interventi dei relatori, coordinati da Marcello Masi, vicedirettore Tg2 e direttore della rubrica Eat Parade: Erica Varese - dipartimento di scienze merceologiche Università di Torino con una breve storia dell'olivicoltura in Piemonte; Antonino DeMaria – Asspo (Associazione piemontese olivicoltori) ha presentato l'Ass
ociazione, nata nel 2003 con lo scopo di individuare e promuovere la diffusione delle cultivar più idonee dal punto di vista agronomico ed in grado di migliorare e qualificare la produzione piemontese di olio di oliva e di valorizzare, promuovere e diffondere l'olivicoltura nelle aree vocate del Piemonte e della Valle d'Aosta. Proprio nella giornata di domenica 19 ottobre, l'Associazione ha inaugurato l'attività del Frantoio Oleario dell'Anfiteatro morenico di Ivrea nel comune di Vialfrè.
Marco Giachino del Consorzio per la tutela dell' olio extravergine di oliva Piemonte e Valle d'Aosta ha illustrato 'La filiera dell' olio extravergine d'oliva in Piemonte”; Marco Amè assessore Agricoltura comune di Cumiana e Giuseppe Arbrile tecnico della Coldiretti di Torino ed appassionato olivicoltore hanno relazionato sulla nascita e sullo sviluppo del progetto; Pietro Pacini, il vivaista toscano all'avanguardia in questo settore che ha fornito le piante e ne ha illustrato le caratteristiche.; Marco Oreggia, giornalista, assaggiatore di Oli Vergine ed Extravergine di Oliva ha disegnato la posizione dell'olio d'oliva italiano nella comunicazione e nel marketing, raccomandando la ricerca di una identità del Piemonte con la diversificazione varietale e un posizionamento corretto.
Non poteva mancare il parere del nutrizionista, Gigliola Braga, autrice di "La Zona italiana" "Più belle con la Zona", "Il grande libro della Zona italiana", "La Zona in 80 minuti" ha fornito preziosi consigli sull'utilizzo dell'alimento nella dieta quotidiana.
L'olivicoltura in Piemonte
Nel 2005 a Cumiana a seguito di un progetto voluto e sostenuto dall'amministrazione comunale e sviluppato in collaborazione con la Coldiretti ed il Dipartimento di colture arboree della facoltà di Agraria dell'Università di Torino si è dato avvio ai primi impianti di olivo con finalità di recupero di una parte del territorio ormai incolto e come alternativa colturale all'abbandono dei vigneti e degli alberi da frutto.
L'attrattiva paesaggistica e la potenziale produzione di olio ha fatto si che siano state messe a dimora nei tre anni di sviluppo del progetto oltre 7000 piante per circa 17 ettari di superfice, coinvolgendo 87 tra privati e aziende agricole cumianesi. L'iniziativa ha creato interesse anche nei comuni limitrofi (Cantalupa, Frossasco, Roletto, Pinerolo, San Pietro Val Lemina, San Secondo, Bricherasio) e sono state la messo a dimora ulteriori 2900 piante.
Il progetto si conclude nel 2008 con la prima raccolta e spremitura delle olive; vengono così raggiunte le finalità dell'iniziativa e cioè reintrodurre sul territorio l'olivo, creare cultura e attaccamento alla pianta, produrre, raccogliere e trasformare le olive in olio. Le varietà coltivate sono ben 10: Leccino che ad oggi risulta essere presente in tutti gli impianti piemontesi e poi Frantoio, Nostrale di Brisighella, Moraiolo, ed Qualche anno fa senza troppo conoscere la storia delle coltivazioni nelle aree pedemontane, avremo subito pensato ad uno scherzo, invece la coltura dell'olivo non è una scoperta recente, ma vanta profonde radici nel passato, addirittura all'epoca degli antichi romani.
Le ricerche storiche fanno risalire alla metà del 1500 l'introduzione della coltivazione in Val Pellice a cura dei Valdesi, che abbandonata la Francia a seguito delle persecuzioni religiose, non hanno interrotto i rapporti con la loro terra d'origine e sopratutto con la bassa Provenza. Anche la toponomastica locale testimonia l'esistenza di questa antica realtà produttiva: luoghi come il Monte Oliveto, la frazione Oliva in territorio di Cumiana ed ancora alcuni cognomi quali Olivero e Olearo. Le ultime produzioni di olio in Piemonte risalgono agli inizi del 1900 e con le gelate degli inverni del 1985 e 1986 si è avuta un'ulteriore riduzione della presenza di piante. Solo verso la fine degli anni 90 vengono effettuati i primi impianti nelle province di Torino (Vialfrè, Settimo Vittone), di Cuneo (Saluzzo), di Asti (Moncalvo) e di Alessandria (Olivola).alcune più resistenti al freddo quali la Bianchera e Carolea.
Piera Genta
Articolo correlato:
Premio Nazionale OLIOeOLIVE 2008 all'Asa

