L'olio extra vergine d'oliva rappresenta ormai l'80% dei consumi degli oli d'oliva sul territorio italiano, mentre è in notevole calo il consumo di olio di sansa. Questi sono i dati riferiti dall'Unaprol, il Consorzio olivicolo italiano, in base ai dati sui consumi domestici di Ismea-AcNielsen. Complessivamente nel 2006 i consumi domestici dei vari tipi di olio di oliva sono ammontati a 214.673 tonnellate, di cui 169.130 sono di extra vergine.
Un vero e proprio boom rispetto a 20 anni fa. Attualmente i consumi dei vari tipi di extra vergine sono distribuiti in: 62,9% extra vergine normale, 15,8% extra vergine Dop e Igp, 7,4% extra vergine biologico, 7,1% extra vergine fruttato, 6,8% extra vergine 100% italiano. In totale, i consumatori italiani hanno speso nel 2006 1.134.914.000 euro per gli oli d'oliva. Inoltre, è interessante sottolineare che la Spagna si è confermata il maggiore esportatore di oli d'oliva in Italia con il 40,8% del totale, seguita dalla Tunisia (24,5%), dalla Grecia (23,6%) e dalla Turchia (3,7%) che ora è in forte calo. L'Italia, invece, si trova a esportare olio extra vergine di oliva e altri tipi di olio soprattutto negli Stati Uniti.