Territorio e riconoscibilità dei prodotti, Colavev Valtellina ha fatto centro
Un'ottima opportunità per la ristorazione di qualità e per la riconoscibilità del territorio e dei suoi prodotti tipici. Questa è l'anima di Colavev Valtellina, una cooperativa composta da oltre 100 soci di base per il territorio della Valtellina. Produttori di latte sparsi sul territorio valtellinese, che conferiscono 13,2 milioni di litri annui che vengono lavorati nello stabilimento di Postalesio (So), latte fresco Alta Qualità e formaggi Dop della tradizione regionale sono i fiori all'occhiello dell'azienda che fa capo all'azienda Cooperlat. La mission del gruppo consiste nel valorizzare il prodotto conferito dai soci remunerandoli al meglio in termini di prezzi e servizi.
Rendere il consumatore consapevole della provenienza del latte è alla base dell'attività di Colavev Valtellina, che mira a promuovere al massimo livello le tipicità regionali, intraprendendo la strada della trasparenza già da tempo, riportando sulle etichette l'esclusiva provenienza del latte da allevamenti associati presenti sul territorio. In particolare, a distanza di un paio d'anni dall'avvio della certificazione ambientale UNI EN Iso 14001:2004 per minimizzare l'impatto ambientale dei processi aziendali, dei prodotti e dei servizi, la cooperativa Colavev si è riunita a convegno lo scorso 9 maggio per esporre tutti i risultati ottenuti a livello aziendale, del territorio e della produzione. «Ora i nostri sforzi – ha spiegato Giancarlo Bongiolatti, presidente Colavev - saranno diretti a creare maggiore sinergia tra i produttori locali attraverso la costituzione di accordi e aggregazioni capaci di promuovere ulteriormente i prodotti valtellinesi sui mercati. Una sinergia che nasce dalla necessità di salvaguardia del territorio per la valorizzazione del prodotto locale e la tutela del consumatore».
Bitto Colavev Valtellina
Il Bitto è un formaggio tipico della Valtellina e della Valchiavenna, prodotto in modo tradizionale negli alpeggi, durante il periodo estivo. La zona di produzione abbraccia l'intero territorio della Provincia di Sondrio e i territori limitrofi dei comuni dell'Alta Val Brembana. La sua lavorazione prevede l'impiego di latte vaccino intero crudo, con l'eventuale aggiunta di latte caprino (in misura non superiore al 10%). La coagulazione è ottenuta con caglio di vitello e la cottura avviene ad una temperatura tra i 48° e i 52°C. La maturazione dura da un minimo di 70 giorni a un massimo di 10-15 anni.
Crotto ombra - stagionato nel Crotto Ombra di Chiavenna
Il nome 'Crotto” deriva dal medioevale Crota, che proviene dal greco Krypta, ossia grotta. L'origine del Crotto come fenomeno naturale è attribuita alla formazione di anfratti sotto i massi di antiche frane, nei quali si è stabilita una corrente d'aria a temperatura costante tra i 4 e gli 8°C sopra, che è stata definita come l'anima del Crotto. La maggiore presenza di Crotti si ha in Valchiavenna e proprio presso la località di Chiavenna si trova il Crotto dove si ottinene il Crotto Ombra. Formaggio ottenuto dalla lavorazione di latte vaccino pastorizzato, a pasta morbida con caratteristica muffa, dolce e aromatico.
Scimudin Colavev Valtellina
Come molte delle valli alpine della Lomba anche la Valtellina ha la sua formagella, chiamata Scimudin, ossia piccolo "Scimul che nel dialetto locale sta a significare caç o formaggio di latteria. Lo Scimudin è il c1é formaggio grasso a pasta molle e a breve maturazione (non inferiore a due settimanE
simbolo della cultura contadina valtellinese. Noto probabilmente come formaggio caprino, lo Scimudicn è oggi prodotto in tutta la valle e qua~ esclusivamente con latte vaccino. La coagulazione è ottenuta con l'us( caglio di vitello, poi la cottura della cagliata avviene tra i 36° e i 40°C, P circa 30 minuti
Valtellina Casera
Con il termine "Casera" si indica in Valtelliné sia la cantina che il magazzino in cui vengor conservati i formaggi per la stagionatura, sia prodotto caseario a pasta semidura e semb tipico del caseificio familiare e delle piccole latterie di paese. Le prime unità produttive di si ha notizia risalgono al 1500 circa ed attest<
le antiche origini di questo formaggio. Gli allevatori univano il proprio
latte per una produzione collettiva, ottenendo una forma di risparmio e di condivisione di momenti di vita sociale. La lavorazione prevede l'impiego latte vaccino proveniente da due o più mungiture e parzialmente scremato.

