Italiani popolo di golosi sempre più «esigenti»: in crescita il consumo della pasticceria di qualità. Dalla colazione all'happy hour si sta affermando sempre più la rivincita della pasticceria salata. Che l'Italia sia la sede della creatività è cosa nota.

E' forse meno noto che gli italiani siano tra i maestri pasticceri più apprezzati al mondo, così come i loro prodotti. Non stupisce pertanto che, secondo una rilevazione condotta dall'organizzazione internazionale Richemont Club Italia, il consumo di pasticceria, artigianale e di alto livello, sia in leggero aumento.

Il consumo quotidiano pro-capite è stato stimato tra i 35 e i 50 grammi e nella 'top list” della pasticceria primeggia il bigné (alla crema principalmente, poi al cioccolato) seguito a ruota dal cannoncino. Non è da sottovalutare la crescita tra i consumi di vienneseria salata, semplice o farcita da topping a base di semi di cumino o farciti alle erbette. Le paste lievitate salate stanno, infatti, prepotentemente rubando la scena ad altri snack.

«Il loro gusto salato, appoggiandosi ad una base dolce, rendono questi prodotti ideali per la preparazione di stuzzichini e di spuntini golosi» spiega Piergiorgio Giorilli, presidente mondiale del Richemont Club Internazionale. «Spesso accompagnati a salumi e affettati, diventano degli ottimi rompidigiuno o addirittura dei pasti leggeri se farciti con alimenti appropriatamente bilanciati. Il loro gusto salato-dolce, inoltre, ne consente il consumo dallo spuntino del mattino all'happy hour».