Ai 271 prodotti calabresi riconosciuti nell'elenco nazionale degli alimentari tradizionali si sono aggiunti gli oli extravergini d'oliva, le 'clementine” Igp, i 12 vini Doc e i 13 vini Igt. Tra questi i bianchi Cirò e Greco, i rossi Gaglioppo, Lamezia, Calabrese, Bivongi e il passito di Montonico. La coltura dell'olivo è praticata in Calabria almeno dal XIII secolo aC. Le principali varietà sono oggi la Carolea, la Dolce di Rossano, la Grossa di Cassano, la Tondina, l'Ottobratica, la Sinopolese e la Grossa di Gerace.
 Particolarmente conosciuti sono gli oli extravergini del Lamentino, della valle dei Crati e dei colli circostanti il fiume Savuto, dell'Alto Crotonese, della Locride, dei colli di Tropea e dei territori prospicenti lo Stretto di Messina e il Basso Jonio reggino. Le olive raccolte, non usate per l'olio, sono preparate con diverse tecniche di conservazione: alla calce, in salamoia, nella giara, nere infornate, schiacciate, sotto sale.
Bianche o nere, a seconda dei gradi di maturazione, hanno in cucina un vasto ricettario. Recentemente, con l'iniziativa 'PrimOlio” - in occasione delle Giornate internazionali per la valorizzazione dell'olivicoltura mediterranea - svoltasi presso i Frantoi Celletti & Cultivar di Milano, gli oli extravergini monovarietali calabresi sono stati presentati anche nel capoluogo lombardo. Accompagnati da una folta delegazione, guidata dall'assessore all'Agricoltura della Regione Calabria Mario Pirillo, composta dai rappresentanti dell'ARSA (Agenzia regionale per i servizi e lo sviluppo dell'agricoltura), dall'associazione 'Saperi e Sapori” di Palmi e dalla Corporazione dei maestri oleari, adesso sono pronti per la diffusione nazionale.

m.f.